Aggressione con pugni e calci poi d’improvviso spunta anche un machete, usato da due minorenni per una spedizione punitiva a Milano.
Un’aggressione di una violenza inaudita, pianificata nei dettagli e consumata nel cuore della notte con un’arma da guerra: un machete. È lo sconcertante scenario ricostruito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, che nelle scorse ore – tra le province di Milano e Brescia – hanno arrestato due ragazzi di appena 17 anni, un cittadino egiziano e uno romeno, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
Colpi di machete in un parco a Milano, arrestati due minorenni
Nei loro confronti i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare di collocamento in comunità, emessa dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Milano. Le accuse pesantissime che gravano sulla testa dei due giovanissimi sono di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e porto abusivo di arma da taglio.
Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Milano Crescenzago, hanno fatto luce sulla terribile notte del 4 giugno scorso. Secondo quanto ricostruito grazie all’analisi minuziosa dei sistemi di videosorveglianza della zona e alle testimonianze raccolte, i due diciassettenni sono entrati in azione con il volto coperto.
Armati di un machete, si sono avventati contro la vittima, un cittadino egiziano di 30 anni, colpendolo ripetutamente e con ferocia inaudita. I fendenti hanno raggiunto l’uomo al volto e al torace, prendendo di mira zone vitali del corpo con il chiaro intento di uccidere. Trasportato d’urgenza in ospedale, il trentenne è sopravvissuto miracolosamente solo grazie a diversi interventi chirurgici e ha riportato lesioni giudicate guaribili in 40 giorni.
Violenza spietata di due minorenni a Milano
A lasciare sgomenti gli inquirenti è la sproporzione e la brutalità della spedizione punitiva, i cui motivi sono ancora in fase di accertamento. L’utilizzo di un’arma letale e devastante come il machete, unito alla giovane età degli aggressori e alla precisione dei colpi inferti alle parti vitali della vittima, delinea – come sottolineano gli stessi investigatori – un quadro di eccezionale e preoccupante violenza commessa da soggetti non ancora maggiorenni.





