Novate, bruciata nella notte la bandiera di Rifondazione.
La bandiera di Rifondazione Comunista è stata nuovamente vandalizzata nella notte tra il 25 e il 26 settembre, per poi essere trovata la mattina dopo appesa alla recinzione del supermercato In’s di via Cavour, lisa e bruciata. Un gesto che parte delle minoranze e del Terzo Settore hanno nuovamente identificato come politico, elemento su cui saranno i carabinieri a dover fare chiarezza.
Le reazioni degli interessati
Le reazioni degli interessati “Il clima generale del Paese non può che favorire simili gesti di inequivocabile matrice neofascista. L’aria “vannacciana” che si respira, i decreti sicurezza governativi o l ’ ultimo emanato sulla scuola dal ministro alla Pubblica Istruzione Valditara, fanno da terreno di coltura a un simile teppismo politico”, fanno sapere dal circolo Anpi di via Bonfanti, proprio accanto a quello di Rifondazione, aggiungendo che “quando si bruciano i simboli di un partito, di qualsiasi partito, tutti debbono preoccuparsi e sentirsi in vero pericolo”.
Solidarietà arriva anche dal Movimento 5 Stelle, che aggiunge che “bruciare una bandiera, simbolo di idee, di storia , di impegno civile, non è una bravata. È un atto intimidatorio, un tentativo di zittire il confronto democratico e di riportare il clima a tempi che credevamo superati”.
Vi è anche una proposta, una sorta di antidoto per questi gesti anti democratici perpetrati con il favore delle tenebre: “a chi ha bruciato quella bandiera diciamo: non ci fate paura. Rispondiamo con più politica, più presenza nelle piazze, più solidarietà tra chi crede nella democrazia”.
Il Pd cittadino, invece, richiama all’unità politica e sociale perché “la violenza, il vandalismo e la provocazione non appartengono alla cultura democratica della nostra città e meritano una risposta ferma e unita da parte di tutte le forze del territorio”, con la promessa che “ il Pd continuerà a fare la sua parte per difendere i valori della convivenza civile, del confronto democratico e del rispetto reciproco a Novate”.
Domenico Tosi




