È stato condannato a quattro anni di reclusione, la stessa pena inflitta al suo complice, l’ex poliziotto assistente capo coordinatore della Polizia di Stato, che nella serata di venerdì 31 ottobre 2025 era stato arrestato a Cologno Monzese dopo un tentativo di rapina ai danni di una donna.
L’uomo poliziotto originario di Napoli, si trovava a bordo di un’auto insieme al complice, pregiudicato residente a Buccinasco e originario della provincia di Foggia.
La vittima, una donna sudamericana di 34 anni, aveva contattato i Carabinieri di Cologno Monzese mentre era ancora in fuga, raccontando di essere inseguita da due uomini armati di pistola. In quelle ore, peraltro, nella zona erano in corso i festeggiamenti per Halloween, con numerose persone presenti per le strade.
Cologno, donna inseguita durante la serata di Halloween: i carabinieri disarmano il poliziotto
Secondo quanto riferito dalla vittima, i due uomini l’avevano seguita in macchina con l’obiettivo di impossessarsi dell’incasso della giornata. Durante il tragitto attraverso Cologno Monzese, in più occasioni avrebbero tentato di fermare la sua vettura e di aprire la portiera per costringerla a consegnare il denaro. La donna era però riuscita a mantenere il sangue freddo e aveva chiamato i Carabinieri, rimanendo in contatto con i militari durante gli spostamenti.
L’intervento era stato immediato. I Carabinieri erano riusciti a intercettare l’auto nel centro di Cologno Monzese, proprio mentre la città era animata dai festeggiamenti di Halloween. Al momento del controllo, Silvestri era in possesso della pistola di ordinanza. I militari lo avevano prontamente disarmato, mettendo in sicurezza la situazione e procedendo all’arresto suo e del complice.
L’ex agente, secondo quanto emerso nell’intervento, non era stato in grado di fornire una giustificazione compatibile con la dinamica raccontata dalla vittima. Gli accertamenti avevano inoltre fatto emergere ulteriori elementi sull’auto utilizzata dai due. Sul veicolo era stata montata una targa risultata rubata, mentre quella originale era stata nascosta nel bagagliaio, che risultava intestata al padre di uno dei due, nel frattempo deceduto.
Nel bagagliaio erano stati inoltre trovati diversi materiali riconducibili alle forze dell’ordine: pettorine e segni distintivi della Polizia, una radio, un lampeggiante e una placca della Polizia, oltre ad altra attrezzatura.
Le perquisizioni e il materiale sequestrato
Le indagini erano proseguite con le successive perquisizioni domiciliari, che avevano permesso ai militari di sequestrare denaro, gioielli e documentazione relativa al rilascio di permessi di soggiorno. Elementi che si erano aggiunti al quadro investigativo emerso dopo il fermo dei due uomini.
La donna aveva inoltre raccontato agli investigatori di aver riconosciuto i due soggetti come possibili partecipanti a una precedente rapina avvenuta pochi giorni prima ai danni di una ditta di import-export di Cologno Monzese, il cui titolare era il suo compagno. In quell’occasione erano stati portati via circa 12mila euro. Su questo episodio, tuttavia, le indagini risultavano ancora in corso.
A distanza di quasi un anno dai fatti, è arrivata la sentenza: quattro anni di reclusione per entrambi gli arrestati oltre al risarcimento di 8mila euro riconosciuto alla vittima. Una vicenda nella quale si è rivelato decisivo l’intervento dei Carabinieri di Cologno Monzese, allertati direttamente dalla donna mentre cercava di sfuggire ai due uomini armati.



