Dopo mezzo mondo in moto, Francesco è rientrato a Bollate.
Francesco Chiara del Moto Club Bollate è rientrato giovedì 8 ottobre dopo sei mesi consecutivi trascorsi in viaggio in sella alla sua moto. Con lui la compagna d’avventura Karin, motociclista svizzera di Zurigo. Insieme hanno attraversato dodici Paesi, percorrendo complessivamente circa 29mila chilometri tra Europa e Asia. Il viaggio era iniziato la mattina di Pasquetta, il 6 aprile, proprio da Bollate. Francesco e Karin sono partiti con due BMW R 80 uguali, preparate per oltre tre mesi e attrezzate per affrontare percorsi molto diversi, dalle strade asfaltate alle piste più difficili.
Che cosa hai provato lasciando Bollate?
“Mi guardavo intorno pensando che sarei tornato e sentivo soprattutto tanta adrenalina positiva. Sapevo che stavo per affrontare un viaggio enorme, ma al mio fianco avevo Karin, grande motociclista ed esperta viaggiatrice. Da Bollate siamo scesi verso Faenza e Ancona, poi con il traghetto siamo arrivati a Patrasso, in Grecia, e quindi in Turchia. Da lì l’avventura è entrata davvero nel vivo”.
Durante il viaggio non sono mancati pernottamenti all’aperto, bivacchi e tappe pianificate giorno per giorno. Il percorso ha disegnato una sorta di grande anello attorno al Mar Nero e al Mar Caspio, con passaggi anche ad alta quota. “Abbiamo dormito anche in campi liberi, con tutto il necessario per cucinare e fermarci in sicurezza. In Tagikistan siamo saliti oltre i 4mila metri, con passi che superavano i 4.600. Di notte abbiamo avuto anche qualche problema per l’altitudine, tra difficoltà respiratorie e giramenti di testa. Abbiamo trovato neve in Georgia e in Turchia e affrontato piogge molto forti”.
Mezzo mondo in moto: un’esperienza intensa
Non sono mancati neppure i problemi meccanici. In Kazakistan Francesco ha perso un bullone fondamentale dello sterzo. “Pensavo fosse impossibile proseguire. Poi ad Aran sono riuscito a trovare un tornitore che me ne ha realizzato uno su misura. L’ho rimontato e siamo ripartiti”. Tra i luoghi che più lo hanno colpito, Francesco cita soprattutto la Valle del Bartang, in Tagikistan, e il corridoio del Wakhan, al confine con l’Afghanistan. “La Valle del Bartang è stata forse il tratto più spettacolare e avventuroso. In moto vivi tutto in maniera diretta, sei dentro il paesaggio. Anche il corridoio del Wakhan è un luogo incredibile. Poi ci sono state le città iraniane, come Yazd, Shiraz e Persepoli, con le loro moschee e i loro colori”.
Il viaggio ha attraversato anche zone segnate da tensioni e conflitti. Francesco racconta di controlli particolarmente rigorosi alle frontiere e di aree bombardate viste durante il passaggio in Iran. “Alla frontiera russa hanno controllato tutto, nonostante avessimo preparato i documenti mesi prima. Anche entrare in Iran non è stato semplice. Lì abbiamo visto anche zone colpite dai bombardamenti: immagini che fanno impressione. Ma quello che voglio ricordare soprattutto è l’accoglienza ricevuta dalle persone”.
Ed è proprio il rapporto con la gente incontrata lungo il percorso uno dei ricordi più forti. “In Iran una donna ha insistito perché andassimo a mangiare a casa sua. In Turchia, in un ristorante, un uomo che era lì con la famiglia ha pagato il nostro pranzo senza voler nulla in cambio. Ci ha salutati con una stretta di mano e un sorriso. Alla frontiera iraniana, invece, un commerciante ci ha regalato cibo e benzina, accettando soltanto alcuni piccoli gadget italiani che avevamo con noi. Sono gesti che ti restano dentro”.
Il rientro a Bollate di Francesco
Dopo sei mesi e quasi tre stagioni trascorse sulla strada, il ritorno a Bollate è stato emozionante. “Entrando nelle vie della città mi sono sentito quasi spaesato. Ho accarezzato la mia moto, che ancora una volta mi aveva riportato a casa, e l’ho messa a riposare. I 29mila chilometri si sentono, soprattutto alla mia età, ma dentro sono felicissimo”.
Per Francesco, però, il richiamo del viaggio resta forte. Dopo qualche giorno di riposo partirà per la Sardegna, questa volta senza moto, per collaborare all’organizzazione di un rally. E a chi sogna un’avventura simile lancia un invito: “Uscite, viaggiate, affrontate il mondo. La vita è una sola e va vissuta. Chi vuole informazioni o consigli può trovarmi il venerdì sera nella sede del Moto Club Bollate, in via Ambrogio da Bollate, dalle 21. Sarò felice di raccontare la mia esperienza e dare qualche suggerimento su mezzi e attrezzature”.
Paolo Minora



