A Rho una mostra sulle guerre dimenticate che coinvolgono un essere umano ogni 4.
La mostra si aprirà domenica 4 ottobre, ricorrenza di San Francesco.
Una persona su quattro, in questo nostro mondo sovraffollato, vive in un Paese in guerra: quasi due miliardi di esseri umani, oltre 500 milioni di bambini. Sui numeri precisi non c’è unanimità: c’è chi dice siano 56 i conflitti (e 92 le nazioni coinvolte), secondo altri sono 65 o più le guerre che vedono fronteggiarsi in molti casi due Stati, in altri fazioni diverse nello stesso Paese o regione. Cifre comunque impressionanti e inaccettabili che la stragrande maggioranza di noi ignora. Anche ai più informati arriva giusto l’eco delle guerre più vicine, in Ucraina e in Palestina.
A Rho la mostra sulle guerre dimenticate dal 4 all’11 ottobre
La Rete per la pace di Arese, cui aderisce a vario titolo una quindicina di associazioni, ha voluto contare e raccontare in breve i conflitti nel mondo e offrire uno spunto di riflessione e uno stimolo a saperne di più e a impegnarsi per contribuire a un cambiamento necessario e urgente. La mostra “Atlante delle guerre dimenticate”, realizzata in collaborazione con Amnesty Altomilanese e apprezzata l’anno scorso al centro civico Agorà di Arese approda ora all’Official store del Comune di Rho in piazza San Vittore.
Dopo l’inaugurazione, prevista per domenica 4 ottobre alle 11.30, i 49 pannelli rimarranno esposti fino a domenica 11, dalle 15 alle 18.30 tutti i giorni e anche al mattino dalle 10.30 alle 13 nei weekend. L’ingresso è libero. L’evento è collegato alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi.
La mostra, che gode della collaborazione del Comune di Rho, rappresenta il primo “atto pubblico” del coordinamento Orizzonti di pace e disarmo, cui per ora aderisce a vario titolo una decina di associazioni del Rhodense: “Da anni assistiamo al sempre più preoccupante aumento dei conflitti, della violazione del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali, della crescente mole di ingiustizie e della delegittimazione e del fallimento degli organismi internazionali, Onu e Unione Europea in primis, a partire dalla loro inazione di fronte al conflitto in Ucraina e al genocidio di Gaza – spiegano i promotori del coordinamento –. Anche nel nostro Paese assistiamo alla violazione dell’Art.11 della costituzione, a favore di sempre maggiori investimenti in ambito bellico. Orizzonti di pace e disarmo nasce come spazio aperto di collaborazione, promozione e amplificazione di attività volte a creare una maggiore consapevolezza tra la cittadinanza e proposte di partecipazione attiva”.





