Saronno, Ciocchina 2026, cinque benemerenze tra impegno e memoria
Cinque storie di impegno, solidarietà e cultura. Sabato 24 ottobre Saronno ha consegnato le Ciocchine 2026, le civiche benemerenze assegnate a persone e realtà che hanno contribuito alla vita della città. La cerimonia si è svolta nella sala consiliare Agostino Vanelli.
Ad aprire l’incontro è stata Miriam, giovane saronnese che ha cantato l’inno nazionale. Nel suo intervento, la sindaca Ilaria Pagani ha ricordato il significato del riconoscimento: «La Ciocchina è il modo con cui Saronno dice grazie a chi ha lasciato un segno nella nostra comunità».
Saronno, con la Ciocchina 2026 premiate cinque storie di impegno e solidarietà
La prima cittadina ha sottolineato il valore del tempo dedicato agli altri e delle competenze messe al servizio della comunità. «Una città non si costruisce soltanto con le opere e i servizi, ma anche con le persone che scelgono di non voltarsi dall’altra parte», ha affermato. L’auspicio è che le storie dei premiati possano ispirare anche le nuove generazioni.
La prima benemerenza è andata alla Cisv – Hurricane Saronno, squadra di baseball per persone con disabilità visiva. Il gruppo, arrivato in città nel 2026 dopo le esperienze con i Patrini di Malnate e Hurricane Varese, ha conquistato la Coppa Italia.
Premiato anche Carlo Legnani, da trent’anni voce storica di Radiorizzonti e impegnato nella promozione della cultura locale, del dialetto e della poesia. Nel ringraziare per il riconoscimento, ha riassunto la propria emozione con poche parole: «La parola che servirebbe è grazie».
Tre le benemerenze conferite alla memoria. Ivonne Trebbi, conosciuta come la partigiana Bruna, è stata ricordata per il suo ruolo nella Resistenza e per il successivo impegno sindacale e politico. Franco Turconi, fondatore e presidente di Semplice Terra, ha dedicato il proprio lavoro agli orti sociali e scolastici, all’educazione ambientale e alla partecipazione. Giorgio Cavallari ha invece donato alla città la sua collezione di documenti e oggetti legati alla cantante lirica Giuditta Pasta, oggi conservata a Villa Gianetti.
Nel corso della cerimonia, Pagani ha richiamato anche le origini della Ciocchina, legate all’incendio che colpì il rione di San Cristoforo nel 1827 e alla solidarietà verso le famiglie coinvolte. «Quasi due secoli dopo, quel sentimento di gratitudine continua a vivere», ha ricordato la sindaca.



