Il sindaco di Uboldo Luigi Clerici è andato in visita a Tertenia, la località di mare della Sardegna con cui Uboldo si è gemellata. “Stavo così bene che quasi non volevo rientrare – confessa entusiasta – L’accoglienza ricevuta, il mare cristallino e i luoghi di una bellezza che lascia senza fiato ne fanno un paradiso”.
La visita ha rappresentato il primo momento istituzionale dopo la formalizzazione del patto tra i due comuni, nato per valorizzare il rapporto costruito nel tempo grazie alle tante famiglie originarie di Tertenia che, a partire dagli anni Cinquanta, scelsero Uboldo come nuova casa. Un ponte tra Sardegna e Lombardia che oggi trova un riconoscimento ufficiale.

Tertenia festeggia il gemellaggio con Uboldo
Momento particolarmente sentito è stata la cena organizzata nella piazza del paese, dove oltre duecento persone hanno partecipato a una serata all’insegna dell’amicizia e della condivisione. Accanto a Clerici c’erano il sindaco di Tertenia Giulio Murgia, il parroco e numerose realtà associative del territorio, dalla Pro Loco alla Croce Verde, passando per Avis, Pintadora, Su Maimone e il Gruppo Folk Santa Sofia. Durante gli interventi, i due primi cittadini hanno ricordato le ragioni che hanno portato al gemellaggio.

“Tutto ha avuto origine negli anni Cinquanta – ha esordito Clerici – quando molti terteniesi furono costretti a lasciare la propria terra in cerca di migliori opportunità di lavoro e di vita nelle nostre zone. Uboldo seppe accogliere questi uomini e queste donne che con sacrificio, dignità e spirito di adattamento si integrarono pienamente nel tessuto sociale e produttivo lombardo, contribuendo in modo significativo alla crescita della comunità che li ospitava”. Da quell’emigrazione sono nate amicizie, collaborazioni e soprattutto famiglie. Nel corso degli anni i matrimoni tra cittadini lombardi e sardi hanno rafforzato ulteriormente un rapporto che è andato ben oltre le origini geografiche.
La festa è proseguita fra musiche, danze e costumi della tradizione isolana. Poi la ripartenza, in attesa di ricambiare l’ospitalità.




