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Saronno: sull’ospedale il Comitato chiede conto alla Regione

saronno ospedale comitatoIl  Comitato per la salvaguardia e il rilancio dell’Ospedale di Saronno chiede conto alla Regione Lombardia sul piano di investimenti e sul futuro del presidio.

“I cittadini hanno il diritto di sapere cosa vuole fare Regione Lombardia”.

In merito ha diramato un comunicato molto preciso.

”Un anno fa il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, Dr. Emanuele Monti, aveva giudicato assurda e sproporzionata la cifra di 50 milioni di Euro necessaria per l’adeguamento strutturale e tecnologico dell’Ospedale di Saronno.
Oggi ci comunica che ne sono stati erogati 23.
La realtà è, purtroppo, diversa: 11 milioni sono finanziati dal Governo Centrale e sono finalizzati a progetti per far fronte a eventuali nuove ondate di epidemia Covid, da realizzare entro il 2023 (!!).
Il progetto prevede un nuovo Pronto Soccorso 48 posti letto dedicati nella palazzina attualmente sede della Medicina: questo, di fatto, comporta una riduzione dei posti letto, già oggi insufficienti per far fronte ai bisogni di una popolazione sempre più anziana.
I rimanenti 12 milioni sono stati finanziati anni orsono e sono scandalosamente rimasti non utilizzati per l’adeguamento degli impianti antincendio, per la costruzione di nuove sale operatorie, per una nuova TAC e per la ristrutturazione del settimo piano.
Converrà ricordare che anche altri interventi tecnologici (gas medicali, vie di fuga, gestione acque) devono esser a breve completati, pena il mancato accreditamento della struttura.
Ci spiace constatare che i ritardi abbiano sinora colpito prevalentemente l’Ospedale di Saronno mentre a Busto e Gallarate tutto è stato fatto per tempo ed ha permesso un corretto e rapido ritorno alla normalità.

Il Comitato non vuole ipotizzare  il rischio chiusura per l’ospedale di Saronno 

Il Comitato non ha mai neppure ipotizzato il rischio della chiusura del nosocomio ma non può non evidenziare il suo progressivo ridimensionamento: ne è chiaro esempio la clamorosa riduzione dei posti letto delle specialità chirurgiche (Chirurgia generale, Ortopedia, Urologia, ORL, Oculistica), tutte spostate al quarto piano del Padiglione verde con 16 posti letto complessivi ed un’unica sala operatoria disponibile (!!). A questo si aggiunga la chiusura del comparto Materno-infantile.

 

Ci auguriamo, naturalmente, che si tratti di una situazione transitoria ma riteniamo che gli abitanti del Saronnese abbiano il diritto di sapere:
quanti posti letto avrà l’Ospedale e in quali tempi
quali reparti verranno riaperti, con quanti posti letto e con quale Personale
quale sarà il destino del comparto Materno-infantile, della Terapia fisica e Riabilitazione, della Rianimazione, della Stroke Unit, dell’Unità di terapia intensiva cardiologica, dell’Oncologia e del Day Hospital oncologico.
se i reparti saranno diretti da un Responsabile di struttura complessa (Primario)
quando e se saranno ristrutturati la portineria e gli altri ingressi, la Camera mortuaria, i locali del Laboratorio analisi, dell’Anatomia patologica e dell’Emoteca, i percorsi sotterranei, gli ambulatori siti al piano terra del Padiglione verde quando e se sarà realizzata la palazzina per i servizi del Personale quando e se verrà data una sede alla Medicina Preventiva del lavoro

Tempi certi per fare a Saronno un ospedale di primo livello 

Rispondere compiutamente a queste domande indicando tempi, modi e risorse significa assumersi la responsabilità dell’affermazione che il presidio di Saronno è di centrale importanza per un comprensorio interprovinciale con più di 180.000 abitanti e che deve conseguentemente esser classificato Ospedale di Primo livello come definito dal DM 70/2015 che prevede un bacino di utenza da 150.000 a 300.000 persone.
Se così non sarà gli annunci cui abbiamo assistito saranno archiviati come maldestra propaganda”.

 


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