Nei giorni scorsi è stata inserita nell’agenda della Camera dei Deputati la proposta di legge firmata da 218 parlamentari per liberalizzare (con alcuni vincoli) la coltivazione e il consumo di marijuana in Italia. Vuol dire che, nel giro di qualche mese, il Parlamento la discuterà e la voterà. Non sappiamo se la legge verrà approvata (a sostenerla è uno schieramento trasversale di parlamentari di Pd, 5 Stelle, Forza Italia, Sel e altri gruppi) ma la nostra impressione è che l’Italia stia facendo un passo in avanti, perchè nel nostro Paese ci sono troppi tabù: è proibito (per ora) legalizzare le coppie omosessuali, è scandaloso pensare di far pagare le tasse alle prostitute, è aberrante chiedere una legge nazionale sul fine vita, è fuori dal mondo ipotizzare la castrazione chimica per chi violenta un bambino… E fino a pochi giorni fa era proibito discutere se la marijuana faccia davvero male o no. Di questo argomento ci eravamo occupati già tempo fa, quando scoprimmo che all’estero (in Europa) ci sono madri di famiglia che coltivano la cannabis per preparare zuppe a base di foglie di marijuana poiché hanno effetti benefici per i malati di Alzheimer e di Parkinson. Adesso, finalmente, anche i nostri rappresentanti a Roma potranno discutere (speriamo con serietà) se fumare una “canna” faccia più male o meno male di bere una bottiglia di grappa. Fa meno male, questo sia chiaro a tutti, ma bere una bottiglia di grappa è legale, fumare una “canna” no. E ve lo assicura una persona che detesta le “canne”. Ma almeno cominciamo a superare un tabù, e non è poco.
Piero Uboldi
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram


