Raffica di proteste per i pusher che infestano i boschi fra Gerenzano e Rescaldina. “C’è stata pace solo durante il lockdown. Dopo la situazione è tornata come prima, se non peggiorata”, riferiscono i residenti che denunciano l’acutizzarsi del problema.
In effetti, chi si trova a transitare in via Risorgimento, ne vede di tutti i colori: auto ferme a lato strada, anche in curva, mentre i conducenti comprano stupefacenti dal finestrino; veicoli che fanno pericolose inversioni a U; individui che passano sacchi di provviste ai pusher che si nascondono fra gli alberi…
Va detto che il caso Gerenzano è lo specchio di una realtà sovracomunale: oramai i boschi sono il luogo preferito dagli spacciatori, perché qui è più facile “lavorare” nei loro nascondigli e trovare vie di fuga durante i blitz delle forze dell’ordine. Si lamenta, per altro, anche chi vorrebbe fare passeggiate nel verde ma proprio non può perché ha paura di imbattersi in personaggi loschi: “Non ci sentiamo sicuri”.
C’è chi chiede di posizionare telecamere e chi divieti di sosta e fermata ai lati delle strade boschive. Fatto sta che il problema dello spaccio si trascina da molto tempo e non pare proprio destinato a scemare. Di sicuro resta la buona regola applicata nel comune di Uboldo: solo vivere i boschi, attraverso manifestazioni e continue passeggiate, può tenere alla larga pusher e tossicodipendenti.
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