I terroristi che continuano a colpire l’Europa e gli europei vogliono cambiare il nostro stile di vita, vogliono farci sentire la paura in casa e forse qualcuno ne sarà contento, perché dalla paura nasce nel popolo il desiderio di reagire, di armarsi, di fare la guerra. Questo tentativo di spaventarci sta riuscendo davvero bene e una grossa parte la stanno facendo i mass-media. Sabato 9 gennaio mattina il telegiornale delle 8 di RaiUno ha aperto con cinque notizie, una di seguito all’altra, tutte riguardanti il terrore e il senso di paura: prima l’attentato in Uganda, poi gli sviluppi dei fatti di Capodanno a Colonia, poi ancora il poliziotto americano ucciso da uno squilibrato nel nome di Allah, il ritrovamento del covo usato dai terroristi francesi, infine l’allarme bomba che ha costretto un volo americano ad un atterraggio d’emergenza.
Io non so se questo bombardamento mediatico sia voluto da qualcuno o se sia frutto davvero di una situazione delicata, ma una cosa è certa: il terrorismo entra ogni giorno nelle nostre case, ci condiziona la vita, le abitudini, perfino la scelta delle vacanze.
I terroristi, insomma, avevano un obiettivo e lo stanno raggiungendo pur non avendo mai fatto, ad oggi, neppure un attentato in Italia. Un successo su cui dobbiamo tutti meditare.
Piero Uboldi
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