Alla vigilia delle Olimpiadi invernali che si apriranno il 6 febbraio, tiene banco il caso della possibile presenza in Italia – e in particolare nell’area di Milano – di agenti dell’Ice, la polizia federale statunitense finita al centro di polemiche e accuse di violenze negli Stati Uniti. L’indiscrezione, circolata nei giorni scorsi, su un loro imminente arrivo a Milano e Cortina è stata ufficialmente smentita, ma le precisazioni successive hanno lasciato aperto più di un interrogativo.
Ice americana a Milano per le Olimpiadi? Monta la polemica
Dal Viminale è stato chiarito che non esistono accordi di collaborazione per le Olimpiadi e che l’ordine pubblico sul territorio italiano resta competenza esclusiva del ministero dell’Interno, delle prefetture e delle questure. Eventuali agenti stranieri non avrebbero alcuna autonomia operativa. Tuttavia, è stato ammesso che, come avviene di norma per le delegazioni ufficiali, personale americano con funzioni di sicurezza potrebbe essere aggregato alla delegazione Usa, limitandosi alla protezione di atleti e figure istituzionali.
Una precisazione che ha alimentato il dibattito politico e le preoccupazioni sul piano della sicurezza e della sovranità. Gli eventuali agenti Ice, è stato ribadito, non potrebbero svolgere attività di polizia né interagire con cittadini o forze dell’ordine italiane, ma soltanto funzioni di scorta. Una “linea rossa” che le autorità italiane assicurano non sarà superata.
Polemiche politiche sulla presenza dell’Ice in Italia
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha ridimensionato l’ipotesi, parlando di una possibile presenza limitata alla protezione di alte cariche statunitensi, come il vicepresidente Vance o il segretario di Stato Rubio, sottolineando che si tratterebbe esclusivamente di bodyguard. Diversa la lettura delle opposizioni: Carlo Calenda ha definito l’Ice «una milizia violenta e impreparata» e ha chiesto che non metta piede in Italia, mentre una petizione di Azione ha già superato le 5mila firme. Il Pd ha annunciato un’interrogazione parlamentare.
In sintesi, nessuna operatività dell’Ice sul territorio italiano è prevista, ma il solo scenario di una loro presenza, seppur limitata, durante un evento globale come le Olimpiadi a Milano continua a sollevare timori politici e istituzionali, soprattutto alla luce delle tensioni e delle polemiche che coinvolgono il corpo di polizia americano negli Stati Uniti.
Ma che cosa è l’Ice Americana?
L’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement) è un’agenzia federale statunitense che fa parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e si occupa di far rispettare le leggi sull’immigrazione e su alcune normative doganali e di sicurezza interna. Le sue principali funzioni includono:
• arresto e detenzione di persone sospettate di violare le leggi sull’immigrazione;
• espulsione (deportation) di immigrati non autorizzati;
• indagini penali su traffico di persone, frodi sull’immigrazione, contrabbando e reati correlati.
L’ICE gestisce diverse unità, tra cui Enforcement and Removal Operations (ERO), responsabile per gli arresti e le deportazioni, e Homeland Security Investigations (HSI), che conduce indagini complesse su criminalità transnazionale.
ICE è un’agenzia federale sotto l’autorità del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS), che dipende dal governo federale — non da governi statali o locali. I suoi agenti non sono polizia locale, ma funzionari federali con specifiche competenze in materia di immigrazione e sicurezza interna.
La questione dell’ICE è diventata oggetto di dibattito anche al Congresso USA, con proposte di riforma o di abolizione dell’agenzia e battaglie su finanziamenti e limiti alle sue attività.
Redazione Online




