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Amaro il commento del Saronno Softball che sulla sua pagina Facebook ha riconosciuto l’errore ma ha criticato la decisione – ritenuta eccessivamente severa – del giudice sportivo: “Quello che proviamo in questo momento è un misto tra incredulità e frustrazione. (…) Le nostre ragazze hanno dominato la serie sul campo. L’errore umano purtroppo capita. In una sfilza di documenti e deleghe succede di poter dimenticare un dettaglio. È però curioso vedere come questo dettaglio distrugga interamente il sacrificio e l’impegno di un anno intero delle nostre ragazze”.
Sempre su Facebook il capitano della squadra Giulia Longhi ha denunciato in un lungo post le difficoltà, prima di tutto economiche, che pesano sui tanti giovani atleti che praticano softball a livello professionale: “Ci viene chiesto di essere dei professionisti. Ci viene chiesto di stare su campo tutto il tempo che ci viene ordinato, di essere presenti a tutti gli allenamenti, di non poterli saltare, di stare lontani dalla nostra famiglia, di essere pronti a performare al meglio anche nei mesi in cui fuori nevica.. per cosa? Per amore e passione. Sentimenti importanti quando sei ancora sulle spalle dei tuoi genitori. Quando cresci poi a queste parole se ne aggiunge una terza: “rimborso spese” – perché, parliamo chiaro, di quello si tratta – e tra l’altro solo le “più fortunate” tra le meno fortunate lo ricevono (forse). Le “più fortunate” possono permettersi di essere seguite da allenatori preparati e competenti che fanno questo . -Metà anno però – perché l’altra metà fa freddo e quindi ti arrangi. Le meno fortunate non lo so. Lo immagino. So che alcune corrono 3 ore al giorno intorno al campo, trascinandosi i piedi, perché “il fiato è importante”. Così gli è stato detto dal papà che ha giocato nel ‘60“.
