Rientrato in Italia dopo i 21 mesi in cui è stato bloccato ad Abu Dhabi, trascorrendo 15 mesi di carcere duro nel blocco dei terroristi e 6 mesi in una dependance dell’ambasciata italiana dell’emirato: Andrea Costantino, 50enne imprenditore petrolifero, è tornato ad Arese alla Vigilia di Natale.Ed ora racconta i momenti più duri della sua prigionia.
Arese, Costantino liberato dal carcere con 270mila euro
Andrea Costantino, che di Arese era stato anche vicesindaco, dopo 21 mesi di presenza forzata ad Abu Dhabi racconta l’orrore dei pestaggi e del rischio concreto di perdere la vita, nel carcere dell’Emirato. Nelle scorse settimane era partita una petizione per poterlo mettere in salvo. Cosa che poi è avvenuta alla Vigilia di Natale. Al cambio di governo in Italia, gli Emirati Arabi Uniti hanno concesso uno sconto del 50% della pena pecuniaria, che era quantificata in 540mila euro. Divenuti così “solo” 270mila”, somma pagata dallo Stato. L’imprenditore aresino ha da subito detto di volere restituire la somma della cauzione.
Costantino ad Abu Dhabi: “Per due volte membri dell’Isis hanno tentato di uccidermi”
In un’intervista al Corriere della Sera, Costantino parla dei suoi lunghi mesi di prigionia ad Abu Dhabi. “Era l’inferno, incatenato e lasciato sotto il sole per 12 ore”. Un giorno, “due dell’Isis decidono che vogliono ammazzarmi, così, di colpo, perché sono cristiano e avevo pregato. I due mi saltano letteralmente addosso e per fortuna che intervengono due ragazzi yemeniti e un siriano a difendermi. Ho portato a casa la pelle per miracolo. Qualche giorno prima un altro dell’Isis mi voleva tagliare la testa”.
In carcere ad Abu Dhabi: “I topi mi avevano morso, poi lasciato 12 ore sotto al sole”
E ancora: “Era l’inferno: 14 detenuti in 16 metri quadri, il cibo te lo buttavano per terra, spedizione punitive organizzate dai capò, pestaggi. Una volta succede che faccio lo sciopero della fame per essere spostato dopo che i topi mi avevano morso e vengo punito: in manette con i piedi incatenati per 12 ore sotto il sole. Per non parlare delle sevizie fisiche e delle torture: ammanettato al pianale di un blindato con le bende agli occhi mentre loro si divertivano a frenare, sbandare, accelerare“.
Redazione web
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