Il Tar accoglie il ricorso e dà il via libera alla realizzazione della nuova torre per i ripetitori dei cellulari vietata dal Comune, perché le antenne sarebbero state troppo vicine alla scuola di Limbiate.
Il Tar boccia Limbiate: sì alle antenne vicino a scuola
Il Tribunale amministrativo regionale non solo ha annullato il diniego del Comune di Limbiate all’autorizzazione ma anche una parte del regolamento comunale. Secondo il Tribunale infatti, il diniego sarebbe in contrasto con l’orientamento di consolidata giurisprudenza secondo cui alle Regioni ed ai Comuni “è consentito individuare criteri localizzativi degli impianti di telefonia mobile, mentre non è loro consentito introdurre limitazioni alla localizzazione, consistenti in criteri distanziali generici ed eterogenei”.
La sentenza del Tar e la questione di “interesse nazionale”
Non solo, c’è anche una questione di “interesse nazionale” riguardante le infrastrutture di telecomunicazione da non pregiudicare, così come “l’efficiente distribuzione del servizio”. Il contenzioso era nato a seguito di alcune obiezioni, divenute successivamente diniego, alla domanda di autorizzazione da parte di Inwit, per la realizzazione di una stazione radio base al quartiere Mombello.
La motivazione del diniego si basava sul Regolamento comunale che vieta l’installazione di impianti superiori a 7 watt a distanza inferiore ai 75 metri dal perimetro delle scuole. Ma la normativa attuale attribuisce carattere prioritario all’esigenza di assicurare la realizzazione di infrastrutture di telefonia mobile, che il decreto legislativo 259 del 2003, considera opere di “pubblica utilità” e “sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria”. Il Tar, accogliendo il ricorso di Inwit, ha anche condannato il Comune di Limbiate al rimborso delle spese di giudizio più il rimborso delle spese generali.
Redazione web
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