La giunta della Lombardia ha approvato il riparto dei ristorni per i frontalieri, lavoratori che si recano quotidianamente in Svizzera per svolgere le loro mansioni e che a quello Stato pagano le tasse. Resta il mistero dei comuni delle Groane che rientrano nella distanza dei 20 km dal confine ma non ottengono i ristorni, come Lazzate, Misinto, Cogliate e, in parte anche Lentate sul Seveso, dove vengono riconosciuti solo 4 frontalieri, mentre dovrebbero essere molti di più.
A beneficiare dei fondi, che ammontano a 15.533.247 euro, sono le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Sondrio e Varese.
“I ristorni – afferma il presidente Attilio Fontana – sono fondi frutto delle imposte pagate dalle lavoratrici e dai lavoratori lombardi nel territorio della Confederazione elvetica e, in base all’accordo del 1974, tornano sui territori di provenienza dei lavoratori”. “Ciò – rimarca il presidente – consente ai territori lombardi di contare su un ‘tesoretto’ per realizzare opere pubbliche o lavori a beneficio della comunità”.
Frontalieri Italia-Svizzera alla Provincia di Varese 9,5 milioni di euro
“I frontalieri – conclude Fontana – rappresentano infatti una corposa rappresentanza. Donne e uomini che, praticamente ogni giorno, prestano la propria opera lavorativa nelle attività commerciali, terziarie e industriali dei Cantoni svizzeri. Attraverso questi ristorni vengono quindi ‘compensate’ le zone territoriali lombarde di loro appartenenza”.
Ristorni frontalieri, a Monza e Brianza solo 5497 euro
“Abbiamo stabilito quindi – spiega l’assessore Massimo Sertori – di erogare in un’unica soluzione alle Province beneficiarie le somme attribuite derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri e procedere all’erogazione delle quote complessive spettanti. Le Province assegnatarie dei contributi previsti presenteranno quindi alla Direzione Generale competente, entro il termine di 6 mesi dalla data di pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il provvedimento con il quale approvano il dettaglio della programmazione e la tempistica relativa all’esecuzione dei lavori relativamente a ogni singolo progetto che si intende realizzare”.
“I ristorni – conclude l’assessore – saranno ancora in vigore per una decina di anni, ovvero il periodo transitorio stabilito dal nuovo Accordo tra Italia e Svizzera sul trattamento dei lavoratori frontalieri, poi i fondi arriveranno dal Governo italiano”.
La scorsa settimana, i tre sindaci di Lazzate, Misinto e Cogliate, insieme all’assessore di Lentate sul Seveso, Turconi, avevano incontrato l’assessore regionale Sertori, con la consigliera regionale Silvana Snider per sottoporre la questione dei frontalieri residenti nei loro comuni e non riconosciuti ufficialmente dal riparto dei fondi. Da Regione Lombardia l’impegno a chiedere in tempi brevi spiegazioni sull’anomalia al Ministero delle Finanze.
Il riparto dei ristorni dei frontalieri in Lombardia
Nel dettaglio, ecco quindi il riparto dei 15.533.247,98 euro per Provincia:
Como 5.728.417 euro;
Lecco 107.201 euro;
Monza e Brianza 5.497 euro;
Sondrio 100.329 euro;
Varese 9.591.801 euro.


