Per il 25 novembre ci sono tante manifestazioni in tutti i Comuni: a Senago vetrina a tema dell’Atelier Beretta, a Paderno Dugnano inaugurata una panchina rossa, a Saronno flash-mob di donne. Così i paesi rispondono ricordando Giulia Tramontano e Giulia Cecchettin. (Qui il programma completo).
25 novembre, a Senago e a Paderno: vetrina dedicata “Stop violence”
Una scritta bianca “Stop violence” su una vetrina dedicata con un’esposizione di vestiti e scarpe rosse: il simbolo della lotta alla violenza contro le donne. Così l‘Atelier Beretta di via Volta a Senago partecipa al 25 novembre. Le iniziative istituzionali quest’anno sono dedicate alla memoria di Giulia Tramontano e del suo bambino Thiago. È ancora vivo il ricordo e l’indignazione per l’omicidio della ragazza avvenuto a Senago lo scorso 29 maggio. Pochi giorni fa è stato annunciato che Giulia riceverà un Ambrogino d’oro alla memoria da parte del Comune di Milano.
Inaugurata a Paderno una nuova panchina rossa
La ragazza è stata ricordata anche nella vicina Paderno Dugnano. Collegata a doppio filo all’omicidio compiuto dal fidanzato, Alessandro Impagnatiello, cresciuto proprio a Calderara. Nella prima mattinata di sabato 25 novembre a Paderno Dugnano è stata inaugurata una panchina rossa in pieno centro. Un’iniziativa promossa dallo SPI-CGIL alla città. Alla cerimonia sono intervenuti il segretario della Lega SPI di Paderno Giancarlo Toppi con Antonietta Cesareo della segreteria milanese e il sindaco Ezio Casati. Un’iniziativa promossa in ricordo anche di Giulia Tramontano e Giulia Cecchettin. “Questo è un gesto importante che arriva a conclusione di una settimana terribile”, ha detto il sindaco scoprendo la panchina rossa installata in via IV novembre. “Questo luogo di incrocio è vicino a chi tutela i diritti, la scuola e la parrocchia”.
Flash-mob a Saronno: 100 donne in gabbia
A Saronno invece è stato organizzato un flash-non che ha richiamato oltre 100 donne in piazza Libertà. Dodici di loro erano rinchiuse in gabbie per sottolineare gli effetti della violenza di genere. L’installazione vivente è stata organizzata con la collaborazione di Rete Rosa che ogni anno riceve segnalazioni da oltre un centinaio di donne, vittime di violenza.


