Slitta ancora di oltre un mese l’udienza preliminare del processo per l’assassinio dell’ambasciatore Luca Attanasio. L’appuntamento in Tribunale a Roma di ieri, 21 dicembre, è stato rinviato al prossimo 24 gennaio per indisponibilità del giudice.
Il padre di Luca, Salvatore Attanasio, è sceso a Roma, da Limbiate, per nulla. Con lui anche i legali, informati come tutti solo all’ultimo minuto dell’assenza del giudice
“C’eravamo tutti, anche il funzionario del Ministero degli Esteri chiamato a spiegare le modalità con cui si concede l’immunità diplomatica, ma non ha potuto spiegarlo in udienza” – ha raccontato Salvatore Attanasio.
Il processo italiano dovrà cercare di fare luce su quanto accadde il 22 febbraio 2021 nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’ambasciatore d’Italia Luca Attanasio, è stato ucciso in un agguato insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e al loro autista Mustapha Milambo.
Il processo celebrato in Congo ha visto la condanna di sei persone considerate responsabili dell’agguato, che avrebbe avuto inizialmente lo scopo di rapire l’ambasciatore. Una ricostruzione e un processo che non hanno fin qui convinto i famigliari di Luca Attanasio. Il rischio per il processo di Roma, è che si decida l’archiviazione per l’applicazione dell’immunità diplomatica sui due funzionari Onu che sono indagati.
Processo Attanasio a Roma, un nuovo rinvio
Appena due giorni fa il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni ha ricordato Luca Attanasio nel suo discorso agli ambasciatori italiani: ricordando il suo ruolo nella Repubblica democratica del Congo “incarnando alcuni dei tratti distintivi della nostra diplomazia: il senso dello Stato, il dialogo e il rispetto per il proprio interlocutore, l’impegno per trovare opportunità e vantaggi reciproci. Un approccio scevro da logiche paternalistiche e predatorie, che da sempre rende l’Italia un interlocutore rispettato e apprezzato nei cinque continenti”.
Anche Giorgia Meloni ha ricordato l’ambasciatore Attanasio
Questo il commento di Salvatore Attanasio: “Ho letto e apprezzato il discorso della presidente Meloni e le ho anche scritto per ringraziarla delle belle parole dedicate a Luca, ma sono parole a cui non seguono fatti”. “Nessuno ci ha ancora spiegato perché per l’uccisione di un rappresentante ufficiale dello Stato Italiano, questo stesso Stato non si costituisce parte civile nel processo, come invece fa, onorevolmente, per la tragedia di Cutro o per l’uccisione di Giulio Regeni”.
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