L’altro giorno parlavo con la madre di una ragazza che ha vissuto una brutta esperienza in treno. Era pieno giorno, la ragazza era sola, non ha fatto nulla di imprudente, eppure è stata aggredita e rapinata. E per fortuna non è successo nulla di peggio. Ma dalle parole della madre ho raccolto tanta amarezza sulle condizioni in cui vivono oggi le donne: devono vivere nella paura, non possono andare in giro da sole senza correre rischi, sono di fatto private di una libertà che dovrebbe invece essere garantita dalla Costituzione.
Muoversi da sole di sera nelle nostre città è pericoloso per le donne
Noi continuiamo a vedere campagne contro la violenza sulle donne che ci bombardano di messaggi giusti per sensibilizzare gli uomini ad avere rispetto, però io non vedo altrettanto impegno sul fronte della sicurezza. Secondo voi è giusto, per esempio, che due amiche non possano mai (mai!) andare a vedere uno spettacolo alla Scala di Milano perchè finisce tardi alla sera ed è troppo pericoloso per loro prendere il treno a tarda ora per tornare a casa? Io la trovo una repressione della libertà degna della peggiore dittatura. Eppure è così.
L’altro giorno una donna italiana che vive per lavoro all’estero mi diceva sbigottita che le hanno sconsigliato di andare a fare footing da sola nel parco delle Groane perché è pericoloso. Non voleva crederci, ma anch’io ho dovuto dirle che è vero. Ma questa è libertà? No, è repressione dovuta a un’amara verità: lo Stato non sa garantire alle donne un adeguato livello di sicurezza.
Piero Uboldi
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