Venerdì scorso leggevo sul Corriere della sera l’editoriale di Massimo Gramellini dal titolo “Il G7 di Kim e Co.”. Devo dire che lo condivido in pieno. E’ sulla stessa linea di quanto scrivevamo nell’editoriale del 29 settembre 2023 dal titolo “Il futuro che spaventa”.
In sostanza Gramellini chiede a chi critica e contesta la civiltà occidentale (ossia la nostra) quale sia l’alternativa realistica che si prospetta. L’alternativa non è un mondo ideale basato sui principi di San Francesco, Luther King e del Dalai Lama, no, la sola alternativa concreta che si profila oggi è quella di Putin, Kim Jong-un e Xi Jinping, fatta di “discorsi roboanti e aggressivi, coreografie da culto della personalità, soldati che si muovono a scatti come burattini, comparse festanti e al contempo terrorizzate”.
Insomma, l’alternativa alla nostra cultura occidentale è quella dei regimi autoritari, nei quali pensarla diversamente da chi governa è proibito.
Allora mi chiedo e vi chiedo: è meglio vivere in una società libera, pur con tanti inevitabili difetti, come è la nostra, o è meglio vivere in una società autoritaria e repressiva? Il problema vero, però, è che noi oggi possiamo scegliere tra queste due alternative, ma un domani sarà ancora così? Se questi regimi, che si fanno sempre più forti, arriveranno a diventare più potenti dell’occidente, che fine farà la nostra civiltà? Io, più che manifestare contro il G7, mi preoccuperei di questo.
Piero Uboldi
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