di Stefano Di Maria
Oggi parliamo della miniserie THE STICKY – IL GRANDE FURTO, rilasciata in sei episodi da Prime Video. E’ ispirata al furto realmente accaduto nel 2012, che ha fatto notizia a livello internazionale, dello sciroppo d’acero rubato dalle riserve nazionali del Quebec (per un valore di oltre 18 milioni di dollari). Prodotto da Blumhouse Television, Comet Pictures, Megamix e Sphere Media, lo show vede come creatori, executive producer, showrunner e autori Brian Donovan e Ed Herro.

THE STICKY, IL GRANDE FURTO – La storia
La miniserie segue le vicende di Ruth Landry (Margo Martindale, tre volte vincitrice agli Emmy), tenace coltivatrice di sciroppo d’acero di mezza età che, quando le autorità minacciano di portarle via tutto ciò che ama, decide di darsi al crimine. Farà squadra con un mafioso di Boston dal carattere irascibile (Chris Diamantopoulos) e con una gentile guardia di sicurezza franco-canadese (Guillaume Cyr) per portare a termine un furto multimilionario alle riserve di sciroppo d’acero del Quebec.
L’improbabile trio di ladri sfugge al lungo braccio della legge, creando caos nella sua ricerca dell’oro liquido, mentre si diletta con un potenziale omicidio.

THE STICKY, IL GRANDE FURTO – La recensione. Una serie che a tratti ricorda FARGO
All’inizio di ogni episodio lo spettatore viene avvisato che la storia è vera ma quella raccontata non lo è. In effetti è solo ispirata ai fatti del 2012, portati all’estremo per narrare fino a che punto può arrivare il desiderio di rivalsa di chiunque si senta vittima di ingiustizia. Il tutto narrato con toni tragicomici e quell’umanità che raramente si vede in racconti come questo. La volontà degli autori, seppure con toni leggeri, è mettere in luce quanta rabbia, frustrazione e sofferenza spinga i tre malandati protagonisti a compiere l’improbabile furto. E ci riesce benissimo: non è difficile immedesimarsi, più che nelle loro azioni, nei sentimenti che le muovono, facendoci chiedere fino a che punto ci spingeremmo per di vendicare un torto subito.

THE STICKY, IL GRANDE FURTO unisce divertenti situazioni che giocano sullo scontro culturale, tensione e momenti commuoventi. I personaggi suscitano antipatia, tenerezza e forte senso di empatia: merito delle interpretazioni, prima fra tutte quella di Ruth Landry, il cui personaggio ha comportamenti a dir poco esilaranti. Eppure la comicità della miniserie targata Prime Video, che a tratti ricorda Fargo, supera spesso gli standard classici della serialità, col rischio di allontanare gli spettatori. Lascia perplessi anche il finale, che dà l’impressione di avere fretta di chiudere la storia. Nel complesso una serie godibile, ma non memorabile come sembra pretendere.
VOTO: 3/5
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