Da venerdì notte una donna del 1970 è ricoverata all’ospedale Sacco di Milano con sintomi da meningite, riconducibili a un’infezione da meningococco di sospetto sierogruppo W e shock settico.
Meningite, un caso sotto osservazione al Sacco di Milano
La paziente, di ritorno da un viaggio in Egitto, presentava sintomi da circa due settimane, inizialmente scambiati per influenza: nausea, vomito, febbre e cefalea. Il quadro clinico si è aggravato progressivamente fino al ricovero in stato confusionale.
L’Ats di Milano ha subito avviato l’inchiesta epidemiologica, informando il Ministero della Salute per gli adempimenti necessari, anche in relazione al viaggio e all’eventuale origine dell’infezione. I contatti della paziente sono stati sottoposti a profilassi secondo i protocolli ministeriali. L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, aveva già segnalato focolai di meningococco W in Arabia Saudita nel maggio scorso, ma la mobilità internazionale rende possibile la diffusione in altre aree. Da qui l’importanza di rivolgersi a Centri specializzati in Viaggi Internazionali prima di partire.
«Parliamo di questo caso – ha spiegato Giorgio Gori, direttore del Dipartimento Malattie Infettive del Sacco – per ricordare ai viaggiatori l’importanza di consultare un Centro Vaccinazioni Internazionali prima della partenza, così da valutare le vaccinazioni necessarie». Gori ha poi sottolineato l’importanza di rivolgersi tempestivamente a un centro specializzato in malattie infettive come l’ospedale Sacco in caso di sintomi sospetti al rientro. Il Sacco, Polo universitario di eccellenza, è un riferimento nazionale per la diagnosi e cura delle malattie infettive, con percorsi dedicati che partono dal Pronto Soccorso Infettivologico fino ai reparti specialistici e ai laboratori di bioemergenza.


