Se i milanesi fossero gente sanguigna, Milano chiederebbe di uscire dall’Unione Europea.
Sì, perché Milano è senza dubbio la città più europea tra le metropoli italiane, però è la città più snobbata dall’Europa.
Sarebbe interessante sapere quanti soldi delle nostre tasse vanno a nutrire le grasse casse della Ue e quanti soldi ritornano indietro a Milano e alla Lombardia: dai pochi dati che abbiamo, la differenza è abissale.
Lunedì avremmo potuto rimediare a questo sbilanciamento: la Ue doveva decidere a quale città europea assegnare l’Agenzia del farmaco, che significa quasi mille lavoratori e un volume d’affari stimato in un miliardo e mezzo di euro all’anno. Milano era la favorita, ma alcuni Stati spingevano per Bratislava, poiché i Paesi dell’Est non hanno nessuna agenzia.
Se avesse vinto Bratislava, sarebbe stato un verdetto accettabile, onesto. Invece no, ha vinto la ricchissima Amsterdam, che ha saputo conquistare (comprare?) i voti nel ballottaggio decisivo, Spagna inclusa: è riuscita a finire a pari voti con Milano, a quel punto si è affidato tutto alla sorte e la dea bendata, manco a dirlo, ha premiato gli olandesi.
Il commento di tutti è stato “Che sfortuna!”, il commento mio è “Che vergogna!”.
E’ una Ue che premia i ricchi, quelli che comandano, e lascia noi come una periferia. Noi l’agenzia l’avremmo messa al Pirellone, Amsterdam non si sa. Ma l’Unione Europea non sa decidere e si affida ai bussolotti, e mi dà sempre di più l’idea di essere una Disunione Europea.
Piero Uboldi


