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Attraverso le pagine del nostro giornale abbiamo parlato diverse volte della storia di Sara Calzavacca, una donna bollatese a cui qualche anno fa diagnosticarono un linfoma di Hodgkin. Attraverso i social ha condiviso sempre la sua storia, scrivendo anche un libro dal titolo “Il vizio dell’infelicità – La storia del linfoma che provò a farmi fuori”, edito da Bookabook, trasformando la sua esperienza in un messaggio di speranza per gli altri. Grazie alla ricerca e a un donatore compatibile al 100%, Sara ha sconfitto il terribile male che l’aveva colpita; un percorso lungo e non facile, proprio durante i mesi di pandemia, con gli ospedali al collasso e tanta paura che il suo corpo, fragile e delicato, potesse contrarre il Covid.
Abbiamo chiesto a Sara di consigliare qualche titolo ai nostri lettori e lei ha accolto con entusiasmo la nostra richiesta. Il primo libro consigliato è “Solo bagaglio a mano”, edito da Feltrinelli e scritto da Gabriele Romagnoli. Sul retro di copertina si legge “In ogni istante, anche ora, anche intorno a voi, finiscono amori, si sgretolano patrimoni, vengono cancellate esistenze irrinunciabili e contemporaneamente si accendono altre passioni, crescono nuove fortune, sbocciano splendide vite. E si va avanti.” Il secondo romanzo è scritto da Silvia Avallone: parliamo di “Cuore nero”, edito da Rizzoli, che parla di amore e della strada sterrata del futuro, della ricostruzione che passa attraverso la verità, la consapevolezza della nostra precarietà.
Sara Calzavacca consiglia poi “Come le lucciole”, edito da Solferino e scritto da Francesca Pongiluppi, definito come “un romanzo politico e di formazione, che racconta un’impresa capace di unire attraverso il tempo le anime di donne diversissime: la ricerca del proprio posto nel mondo e di nuovi modi di abitarlo. Un intreccio mirabile tra memoria, attualità e possibili futuri, con al cuore il sogno di forgiare un destino più forte delle colpe della Storia. Imparando dalle lucciole: proteggersi dal dolore non significa smettere di brillare, bensì brillare più forte”. Infine, il celebre romanzo dello scrittore francese Emmanuel Carrere, “L’Avversario”, edito da Adelphi ispirato alle vicende di Jean-Claude Romand, l’uomo che il 9 gennaio 1993 uccise la moglie e i due figli; il giorno successivo uccise anche i suoi genitori; infine incendiò la sua abitazione e cercò senza successo di suicidarsi. L’inchiesta giudiziaria svelò che per diciassette anni Romand aveva mentito alla sua famiglia, affermando di essersi laureato in medicina e di lavorare come ricercatore all’Oms a Ginevra. Le stragi erano da attribuire al desiderio di evitare la vergogna che sarebbe derivata dalla scoperta delle sue menzogne. L’autore Emmanuel Carrère, nella narrazione, cerca di ricostruire il movente e la personalità di Jean-Claude Romand.
Manuela Miceli
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