L’ex pescheria mafiosa ora è museo antimafia.
Si è avverato il sogno dell’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli di Milano, di cui è presidente la bollatese Silvia Gissi e che nella nostra città già gestisce la “Casa della legalità”: è stato infatti inaugurato nei giorni scorsi il “Mupal”, Museo permanente antimafia e legalità, a Bruzzano, in un locale sequestrato alla criminalità organizzata.
Ci sono voluti anni di burocrazia, a volte anche con poca speranza, ma infine, grazie alla testardaggine dei volontari e di Silvia Gissi, con il fondamentale contributo delle istituzioni e delle persone che le animano, l’ex pescheria sequestrata alla famiglia Flachi, famiglia mafiosa del nord Milano, è diventata “oggi uno spazio di memoria, di conoscenza, d’impegno. E’ un segno concreto che il cambiamento è possibile”, come ha ricordato Gissi poco dopo il taglio del nastro.
L’ex pescheria mafiosa ora è museo antimafia
Come riporta il nome di questo spazio, qui ha avuto vita il primo museo permanente antimafia: dopo anni di viaggi per associazioni, scuole e luoghi di cultura con la cartellonistica e una storia a fumetti , ideata dall’associazione, che spiega la storia di figure fondamentali della lotta alla mafia nel nostro Paese, la mostra ha ora trovato un luogo fisso dove chiunque potrà visitarla perché “conoscere non è soltanto un diritto, ma una responsabilità… perché è con l’indifferenza e l’omertà che (le mafie) riescono a crescere”.
Da un luogo abbandonato e distrutto dopo il sequestro, il tipico comportamento mafioso, i volontari dell’associazione hanno lavorato tutta l’estate per ristrutturare quello che prima era un simbolo di prevaricazione e corruzione e farlo rifiorire come un ambiente propositivo e di grande valore per il quartiere in cui è inserito, ricevendo la solidarietà di tutta la cittadinanza.
Grande soddisfazione anche da parte dei rappresentanti delle istituzioni presenti, come Rosario Pantaleo, presidente della commissione antimafia meneghina, Paola Pollini, presidente della commissione antimafia lombarda, Mirko Mazzali, assessore alla sicurezza del Municipio 9, e l’avvocato Mariella Sala, che ha preso parte al processo per l’esproprio del locale: da loro un coro unanime sull’utilità, reale e simbolica, che questo luogo ha per il quartiere e per il fondamentale ruolo educativo e di legalità che avrà da qui in poi per tutta la comunità.
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