Il nuovo anno non si apre sotto una buona stella: lo spread ha ricominciato a salire (ciò significa più interessi che deve pagare lo Stato e dunque più tasse), i sacchetti “bio” nei supermercati e nei negozi adesso si devono pagare, ma soprattutto il 2018 ci regala un rincaro di oltre il 5% delle bollette elettriche.
Questo aumento è la dimostrazione dell’incapacità dell’Italia di adottare una vera politica energetica.
Dovete sapere, infatti, che negli ultimi anni il prezzo mondiale del gas si è dimezzato, il petrolio è rimasto stabile, eppure le nostre bollette elettriche sono aumentate del 23% negli ultimi 7 anni e del 48% nei 10 anni prima.
Ma l’aspetto più paradossale è che noi Italiani abbiamo detto no alle energie pericolose e inquinanti: abbiamo rinunciato al nucleare ed elimineremo il carbone entro il 2026.
Ma come compensiamo queste rinunce?
Acquistando energia a caro prezzo dall’estero, in particolare dalle centrali nucleari svizzere e francesi. Alla faccia della coerenza.
E speriamo che il nostro ambientalismo non contagi anche la Francia: gli esperti stimano che, se la Francia dovesse rinunciare al nucleare come l’Italia, le bollette degli Italiani raddoppierebbero. E se davvero Italia e Ue nel 2026 aboliranno il carbone, andrà anche peggio.
Dunque consoliamoci: l’aumento del 5% è poco rispetto a quello che potrà accadere in futuro. E se non vi basta questa consolazione, rallegratevi del fatto che… almeno il prezzo del Notiziario col nuovo anno non è aumentato.
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