Saronno perde una delle figure più longeve e amate della sua storia recente. Monsignor Angelo Centemeri, prevosto della città dal 1982 al 2007 e da sedici anni cappellano della casa di riposo Gianetti, si è spento questa mattina, mercoledì 11 marzo. Aveva 96 anni, settanta dei quali trascorsi nel sacerdozio.
Addio a Mons. Angelo Centemeri, per un quarto di secolo figura di riferimento a Saronno
Nato il 2 aprile 1930 a Sesto San Giovanni, scelse presto la strada del sacerdozio. Fu ordinato il 26 giugno 1955 nel Duomo di Milano da Giovanni Battista Montini, destinato pochi anni dopo a diventare papa Paolo VI.
Nel 1982 arrivò a Saronno, dove rimase alla guida della Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo per un quarto di secolo. Quando nel 2007 lasciò l’incarico per raggiunti limiti di età, aveva già ottenuto di restare due anni in più per festeggiare i 25 anni di ministero in città.
Durante quegli anni fondò Radio Orizzonti nel 1987 e nel 2000, in occasione del Giubileo, avviò la mensa “Amici di Betania” per le persone in difficoltà. Nel 2005 ricevette la civica benemerenza “La Ciocchina” per il contributo dato alla comunità saronnese.
Lasciato l’incarico di prevosto, non si ritirò. Divenne cappellano alla Gianetti e docente all’Unitre. Durante la pandemia, isolato nella RSA, continuò a celebrare messa ogni giorno nella cappella della struttura. In quei mesi scrisse riflessioni e messaggi ai fedeli, invitando alla sobrietà e alla speranza.
Nel giugno 2025, nella festa dei patroni Pietro e Paolo, aveva celebrato al fianco del prevosto don Giuseppe Marinoni i suoi settant’anni di sacerdozio, accolto con affetto dall’intera comunità parrocchiale. Per quella occasione aveva raccolto memorie e riflessioni nel fascicolo autobiografico “Storia di un’amicizia”.
Nel dicembre 2024, dopo il furto al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, aveva donato il calice della sua ordinazione per la messa di riparazione.
Ancora a 93 anni, nel 2023, aveva ricevuto la visita del sindaco di Saronno Airoldi e del vicesindaco Succi, con i quali aveva parlato dei bisogni delle famiglie, del dialogo con i giovani e dell’importanza dell’accoglienza verso i nuovi cittadini.


