Il giallo di Lolita: la morte della cantante bollatese rivive nel podcast “Dentro al mistero”.
La puntata si chiama “Lolita. Morte di una cantante” ed è un podcast curato del programma “Dentro al mistero”. Nella descrizione della puntata si legge “.
Il suo nome d’arte era Lolita, si chiamava Graziella Franchini. Aveva conosciuto il successo, poi il buio, poi mentre stava tornando sulle scene, arrivò l’omicidio di Lamezia Terme. Due donne furono accusate. Non si arrivò mai alla verità. Qui c’è la sua storia e i motivi per cui non fu possibile darle giustizia”.
L’inizio della carriera di Lolita a Bollate
Come alcuni ricorderanno, la vita di Graziella Franchini è legata con la città di Bollate. Nel 1965 Graziella Franchini viene notata in una esibizione canora nella sala parrocchiale di Bollate, dove viveva in quel periodo, e presentata alla produttrice ed ex cantante Mara Del Rio che sceglie per lei il nome d’arte Lolita. Da quel momento parte la sua carriera sempre in salita fino al 1973 quando si presenta al Festival di Sanremo col brano “Innamorata Io”.
La cantante non viene ammessa alla finale e questo insuccesso segna inesorabilmente il declino dell’artista che decide di ritirarsi e andare a vivere a Lamezia Terme in Calabria dove in più occasioni viene chiamata ad esibirsi nelle feste locali. È proprio in Calabria Graziella incontra il “grande amore”, un medico ginecologo lamentino all’epoca dei fatti fidanzato con una studentessa di medicina.
La sera del 27 aprile del 1986 Graziella Franchini era attesa a San Leonardo di Cutro per esibirsi in una festa di piazza. Una festa, però, alla quale non arrivò mai. Il giorno dopo venne trovato il suo cadavere nel bagno della casa nella quale viveva da qualche tempo. Immediate partirono le indagini per cercare di scovare l’assassino o gli assassini.
Si cominciò a scavare nella vita privata della Franchini e cogliere, come si suole fare in casi come questo, tutti gli elementi che potessero condurre alla verità. Una verità che quasi quarant’anni dopo ancora non è venuta a galla; interrogato il fidanzato di Graziella, la sua fidanzata e la madre di quest’ultima, ma tutti avevano un alibi di ferro. Un delitto ancora senza colpevole, ma una storia che merita, per rispetto di Graziella, di essere ricordata. E ora la sua storia grazie a questo podcast può continuare ad essere rammentata.
Manuela Miceli




