In merito all’operazione dei carabinieri in un’azienda tessile di Pero di cui abbiamo dato conto nei giorni scorsi, riceviamo una diffida e richiesta di rettifica da parte dell’avvocato Roberto Iannaccone, in risposta a quanto riportato nel comunicato ufficiale diffuso dal Comando Provinciale di Milano dei carabinieri.
In nome e per conto dell’azienda tessile (omettiamo il nome dell’azienda poiché nel comunicato e nell’articolo non era riportato) che assisto e appresento, per quanto non esplicitamente menzionata ma facilmente individuabile in ragione del contenuto e del video, tutti tratti dal Comunicato Carabinieri Milano-Rho del 15.05.2026 ore 14 dal titolo “Caporalato: Operazione in Lombardia, due persone denunciate”, contesto che negli articoli pubblicati online dalle Vostre testate in data del 15 Maggio 2026 e seguenti, sono state riportate affermazioni false, inesatte e gravemente lesive della reputazione commerciale della mia assistita.
Non corrisponde al vero che la Società, o il suo rappresentante legale (men che meno due persone),
siano stati destinatari di denuncia penale per sfruttamento di manodopera clandestina e capolarato, come si lascia intendere nei Vs testi, né che l’attività aziendale sia stata sospesa in ragione di predetti motivi.
Al contrario, l’azienda è perfettamente operativa, accertato che i n. 23 lavoratori di origine cinese, cui si fa cenno lasciandone intendere l’irregolarità sul territorio dello Stato e l’assunzione ‘in nero’, sono tutti muniti di permesso e/o carte di soggiorno e correttamente assunti ed inquadrati secondo CCNL tessile, abbigliamento e moda.
Destituita di ogni fondamento la notizia che la Società abbia adibito alcuni locali in dotazione come alloggio per le maestranze di origine cinese verificato che i locali in questione non sono mai stati in sua disponibilità essendo di proprietà ed utilizzo di soggetto terzo, oltre che ubicati in altra parte dello stabile locato alla mia cliente, né risulta che il proprio personale vi abbia mai dimorato.
Quanto alle asserite sanzioni amministrative comminate per l’importo di 52.000,00 euro, anche in tal caso la notizia è inesatta, occorrendo precisare che alla mia cliente è stata irrogata, ed ha già versato sanando l’irregolarità, la sanzione di 2.100,00 euro in ragione del ritardo nella preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro per n. 2 dipendenti.
Unica notizia veritiera pubblicata è quella concernente la contestazione di alcune difformità in materia di sicurezza lavoro, peraltro nel merito insussistenti e che si riserva di impugnare, concernenti alcuni macchinari e la formazione lavorativa secondo il disposto del D.lgs n. 81/2008.
Le notizie pubblicate risultano dunque prive di adeguata verifica giornalistica e senza contraddittorio, acquisite dunque con modalità eccedenti il legittimo esercizio del diritto di cronaca e come tali integranti estremi di reato”.




