Nell’area dell’ex Lazzaroni di Uboldo, ferma da anni e simbolo di una rigenerazione mai davvero decollata, sta per arrivare un data center. La proprietà ha scelto di attivare la procedura regionale che consente bonus volumetrici e incentivi, un passaggio che per il Comune si tradurrà in un introito significativo: 1 milione e 80mila euro di oneri di costruzione e altri 4 milioni e 700mila euro destinati a opere e fondi pubblici. Non si tratta di un intervento ordinario: il progetto dovrà superare una verifica d’impatto ambientale a livello ministeriale, condizione che ne certifica la rilevanza. Forte dei benefici economici e dell’occasione di riqualificare un’area ferma da vent’anni, l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Clerici ha deciso di modificare la destinazione urbanistica, trasformando la zona da terziaria a produttiva.
Ex lazzaroni di Uboldo, arriva un data center: al Comune 5.780.000 €
Una scelta che però non convince Uboldo Civica, nettamente contraria ai tempi e alle modalità con cui il Comune ha avviato l’iter. Il gruppo parla apertamente di una decisione affrettata: “Mentre in Parlamento è in discussione una nuova legge dedicata proprio ai data center, che avrebbe potuto offrire un quadro normativo più chiaro, la maggioranza ha scelto ancora una volta di accelerare. Nel giro di pochi giorni è stata istruita una pratica destinata a incidere sul futuro di una delle aree più importanti di Uboldo. Riteniamo che decisioni di questa portata meritino tempi adeguati, approfondimenti seri e un confronto trasparente con il consiglio comunale e con i cittadini”. Secondo l’opposizione, restano ancora troppe zone d’ombra: “Non è ancora chiaro quali saranno i benefici concreti per la comunità, quali gli impatti dell’intervento e se tutte le opportunità previste dalla normativa siano state realmente valutate nell’interesse pubblico”.
Redazione Online





