Il mese di agosto ha visto passare distrattamente sotto gli ombrelloni una notizia secondo me tanto tragica quanto significativa: la morte di Mina Chan. O meglio, il suicidio in diretta social di Mina Chan, influencer giapponese di soli 26 anni.
Mina si è tolta la vita durante una delle sue dirette, mentre decine di migliaia di persone la stavano seguendo.
Qualcuno ha anche provato a chiamare la Polizia, ma all’arrivo dei soccorsi a casa sua la ragazza era già morta.
Ciò che più mi ha scioccato, però, non è tanto la decisione di suicidarsi in diretta social, quanto piuttosto il motivo che ha portato questa ragazza a farlo. Sapete perché si è suicidata? Perchè ha regalato un mazzo di rose e di girasoli a due musicisti di una band coreana. E loro non li hanno accettati? Certo che li hanno accettati! Ma allora perché si è ammazzata?
La spiegazione, per noi che siamo cresciuti in un mondo ancora sano, è difficile da capire; dovete sapere che nel folle mondo social dei fans di queste band coreane (e non solo) è severamente vietato avere preferenze solo per alcuni componenti: la band è un tutt’uno e bisogna apprezzarla e amarla nel suo insieme.
Così Mina è stata letteralmente massacrata sui social e non è servito a nulla neppure scusarsi pubblicamente: ha “dovuto” suicidarsi in diretta, vittima di un feroce bullismo. Ora mi chiedo: se queste sono le generazioni che domineranno il domani, quale nuovo mondo stiamo costruendo?
Piero Uboldi





