Un barista di Bollate è stato condannato, attraverso un decreto penale, a due mesi di carcere poiché i clienti seduti nel giardino del suo locale parlavano a voce troppo alta. In un’Italia in cui non va in galera chi uccide una persona guidando ubriaco, questa sentenza del Tribunale di Milano ha suscitato molto scalpore in città. La pena, sia chiaro, è stata commutata in 5.500 euro di sanzione, ma se il barista non sarà in grado di pagare quella pesante sanzione, allora il carcere potrebbe scattare davvero.
La decisione del giudice è sorta dal fatto che, durante tre controlli effettuati dall’Arpa nel corso di due anni, il locale ha superato di alcuni decibel il limite di legge. Trovate un ampio servizio sul Notiziario in edicola da domani, venerdì 28 febbraio.
Nel settore della riabilitazione e del benessere, si sta delineando un approccio che sposta l’attenzione…


