Qual è il plurale della parola “dito”? La domanda sembra molto semplice, vero? Siamo sicuri che tutti voi credete di sapere la risposta. Invece non è così. Siamo ancor più sicuri che solo pochi di voi conoscono la risposta esatta. Infatti, questa domanda cela una realtà assai triste: che noi italiani stiamo perdendo le sfumature della nostra bellissima lingua, che ci stiamo appiattendo, parlando una lingua sempre più semplice e povera. Una lingua che studiamo sempre meno a scuola, che apprendiamo sempre meno dai libri che non leggiamo più e che dunque nei nostri dialoghi si sta impoverendo. Perché noi italiani, è bene ripeterlo ancora, non siamo un popolo come tutti gli altri, noi abbiamo una tradizione ricchissima non solo dal punto di vista artistico, architettonico, agricolo e culinario, ma anche nella nostra lingua. Ricchezze che dovremmo amare, tutelare e coltivare. Ma purtroppo lo fanno in pochi.
E allora torniamo alla domanda iniziale: qual è il plurale di “dito”? “Il plurale di dito – direte voi – è dita!”. Sbagliato. Il plurale di “dito” è “diti”. Sì. Quando indicate, per esempio, due pollici o due anulari o due indici, il plurale è diti. Solo quando indicate delle dita diverse della mano, allora il plurale è “dita”. Lo spiega con chiarezza l’Accademia della crusca. Lo sapevate?
E sapete chi ci ha segnalato questo errore che commettiamo tutti? Una persona straniera che sta studiando l’Italiano. Stiamo attenti, perché dopo gli egiziani che fanno la nostra pizza e i cinesi che fanno il nostro caffè espresso, presto potremmo trovarci gli stranieri che ci insegnano la nostra lingua.
Piero Uboldi
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