Bollate, Bertolino gareggia in bici nel deserto del Bahrein. Paolo Bertolino non è solo un commercialista: nel tempo libero abbandona giacca e cravatta e si trasforma in un vero e proprio atleta di triathlon. La sua competizione prediletta? La più estenuante e provante, l’Ironman, dall’inglese “uomo di ferro”. Bertolino, reduce dal suo ultimo successo in Spagna, è partito verso una nuova sfida, questa volta nel Bahrein.
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Com’è andata la gara? Quali sono i progetti futuri del commercialista bollatese? Il Notiziario ne parla proprio con Paolo Bertolino.
Facciamo un bilancio: com’è andata questa gara in Bahrein?
“Questa competizione mi ha riempito d’orgoglio: ho migliorato i miei tempi stabilendo un nuovo record personale. Diciamo che quello in Bahrein non è stato il classico Ironman ma una gara focalizzata in primis sull’alta intensità, la velocità è dunque il cuore di questa esperienza. L’ho chiusa in cinque ore e ventisette, il mio miglior tempo”.
Quali obiettivi si era prefissato per questa competizione?
“Avevo due obiettivi: migliorare i miei tempi e vivere a 360 gradi una cultura così lontana dalla mia. Il Bahrein si avvicina molto di più all’Arabia Saudita, proprio per questo la mentalità del popolo potrebbe apparire più chiusa e certe scelte potrebbero sembrarci difficili da comprendere. Basti pensare alla scarsità di concorrenti femminili durante questo Ironman: le donne solitamente sono parecchie nelle classiche gare di triathlon, qui in Bahrein il numero è drasticamente ridotto”.
Qual è il ricordo più bello che conserverà di questa esperienza in Bahrein?
“Durante questi giorni in Bahrein ho conosciuto tante personalità interessanti: primo fra tutti Kristian Blummenfelt, il campione del mondo di Ironman. Per me è stato davvero emozionante gareggiare con lui. Inoltre, la famiglia reale è appassionata di sport e abbiamo avuto un ospite d’onore durante la competizione: il principe del Bahrein in persona”.
Ritorniamo alla gara. Tanti bei momenti ma sicuramente anche tante difficoltà…
“Indubbiamente. Il momento più delicato penso sia stato il rientro in bici, ho avuto il vento contro per tutti i chilometri. Diciamo che la fatica è raddoppiata in questa specifica tratta. Oltre questo piccolo intoppo, non ho sperimentato particolari difficoltà: diciamo che gareggio per divertirmi non per stremarmi e sfiancarmi, vivo questa esperienza in completa serenità accogliendo tutto il bello di questo viaggio”.
Quali sono i s u o i progetti per il futuro?
“Per la quarta volta tornerò a Dubai e poi penso di partecipare alle sei maratone più importanti del mondo: Londra, Berlino, Chicago, Boston, New York e Tokyo. Mi prendo qualche giorno di riposo dopo la gara nel Bahrein e poi si riparte con gli allenamenti: chi si ferma è perduto”.
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