Cusano Milanino: le Pantere giocano al Baskin: lo sport che unisce disabili e normodotati.
E’ uno sport che unisce disabili e normodotati alla nascita delle Pantere”.
Quali sono i punti forti del Baskin?
“Il Baskin è un’attività poliedrica, dalle molteplici sfaccettature. Questo sport non è solo per tutti ma ha bisogno di tutti. Il Baskin vive di contrasti: ha bisogno di fragilità e forza al tempo stesso e ogni membro del team li possiede e accoglie entrambi.
Voglio sottolineare un fatto: non sempre la fragilità riguarda il giocatore affetto da disabilità, non è un binomio così scontato.
Un altro punto forte?
La possibilità di creare una squadra in cui uomini e donne possono giocare insieme, senza limiti. Si tratta di uno sport che ci permette di fissare sempre nuovi obiettivi. Il Baskin è un gioco in continua ricerca”.
Pian piano il Baskin si è esteso a macchia d’olio. Questo sport stava prendendo piede quando all’improvviso è sopraggiunta la pandemia…
“La stagione 2019 – 2020 è stato un periodo di grande espansione, si giocava per la Coppa Italia. Le iniziative prendevano ormai un carattere nazionale.
La pandemia ha indubbiamente creato un senso di smarrimento nei nostri giocatori”.
Ma a Cusano le Pantere con il Baskin hanno realizzato una bellissima interazione tra disabili e “normodotati”.
“Abbiamo scelto di non vivere questa battuta d’arresto come un’esperienza drammatica ma come qualcosa di più: un’esperienza per comprendere il valore delle relazioni umane nate nella squadra”.
Proviamo a proiettarci lontano: come immagini il Baskin fra qualche anno?
“Nel 2019 il Baskin, attraverso l’Ente Italiano degli Sport Inclusivi, è entrato nella famiglia del Cip, ovvero nel Comitato Italiano Paralimpico.
Dato che il Baskin si sta espandendo sempre di più a livello europeo sogniamo di vedere i nostri giocatori alle Olimpiadi.
Inoltre, io spero che questo sport possa diventare un esempio di inclusione per la società, per rendere tutti i nostri cittadini parte attiva della contemporaneità, nessuno escluso”.
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