Prevenzione: il 45% dei milanesi fa pochi controlli per colpa dei tempi d’attesa.
Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, quasi la metà dei milanesi farebbe più prevenzione se i tempi di attesa fossero inferiori.
La percentuale di chi fa controlli regolari è in calo: appena il 26%, rispetto al 35% della rilevazione precedente A Milano quasi una donna su tre (30%) non va dal ginecologo da oltre tre anni. I milanesi fanno ancora poca prevenzione, e i tempi di attesa eccessivi sono uno dei fattori principali che li scoraggia a farne di più.
A dirlo è l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità1 di UniSalute, che insieme a Nomisma ha sondato l’attitudine nei confronti dei controlli e delle visite di prevenzione nel capoluogo lombardo.
Dalla ricerca emerge come a Milano la percentuale di persone che dichiara di monitorare la propria salute con controlli regolari si attesti al 26%, in calo rispetto alla rilevazione svolta all’inizio dello scorso anno (35%) e ben al di sotto della media nazionale (41%). In questo senso, ridurre i tempi di attesa sembra essere una delle chiavi per incentivare i milanesi a prendersi maggiormente cura della propria salute: quasi la metà (45%) afferma che sarebbero disposti a effettuare più controlli, se i tempi di attesa si accorciassero, e il 18% se ci fosse maggior disponibilità di date e orari.
Prevenzione, i milanesi fanno pochi controlli: i dati
Ma come si comportano concretamente gli abitanti del capoluogo meneghino rispetto a esami e controlli di prevenzione? Partendo dai dati positivi, è incoraggiante che quasi la totalità del campione (94%) affermi di essersi rivolto al proprio medico di base almeno una volta nel 2023. Negli ultimi 12 mesi, inoltre, più di tre milanesi su quattro (78%) hanno anche svolto delle analisi del sangue, un controllo essenziale per la diagnosi di tantissime malattie.
Risultano però ancora decisamente trascurate molte visite specialistiche: un milanese su tre (33%), ad esempio, non fa una visita odontoiatrica o un’igiene dentale da oltre 3 anni, e il 48% non ha mai eseguito una visita dermatologica per la valutazione dei nei. Anche la situazione dei controlli tipici della salute femminile non è rassicurante: non va dal ginecologo da almeno 3 anni quasi una milanese su tre (30%), e da altrettanto tempo il 28% non effettua un Pap test. In questo senso, oltre ai tempi di attesa a Milano influiscono molto anche considerazioni economiche: tra chi non ha effettuato alcun esame di prevenzione da oltre tre anni, più della metà degli intervistati (54%) cita come motivazione i costi troppo elevati (contro il 36% del dato nazionale), e il 45% dice che ne effettuerebbe di più se fossero gratuiti.
Ma l’indagine di UniSalute evidenzia anche quanto pesi sulle decisioni delle persone la scarsa cultura della prevenzione: oltre due milanesi su tre (68%) confessano di evitare le visite, rimandandole in caso di problemi di salute trascurabili (53%) o ammettendo di cercare di farne il meno possibile (15%). Più di uno su due (56%), infine, dichiara di preferire curarsi solo quando comincia a soffrire di un disturbo o di una malattia vera e propria.
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