Il ritorno a casa e al lavoro dopo il mese tradizionalmente dedicato alle ferie ci trova anche quest’anno preoccupati. Se nei due anni precedenti le paure riguardavano il ritorno del Covid (che puntualmente si verificò), oggi la paura, lo sappiamo tutti, è legata ai rincari energetici e al rischio concreto che si scateni un’ondata di povertà. Ma c’è anche di peggio.
Se tra qualche mese la guerra finisse, il gas tornasse ad affluire e i prezzi delle materie prime precipitassero, correremmo il serio rischio di finire in “deflazione”, che per le famiglie può anche essere bello, ma per molte aziende potrebbe essere fatale: hanno prodotto beni a costi altissimi e si trovano a venderli su mercati i cui prezzi precipitano…
Insomma, c’è poco da stare allegri. La sola consolazione che ho avuto in questo difficile agosto è stata scoprire che il nostro Governo sembra aver lavorato meglio di altri nel cercare di contenere l’inflazione. Come ogni anno, infatti, ho trascorso le mie vacanze nel paesino di mia moglie, in Repubblica Ceca, e mi è capitato di viaggiare in Austria, Slovacchia e appunto in Cechia.
Sono Paesi in cui da sempre benzina e diesel costavano meno che in Italia (qualche anno fa in Austria feci il pieno a 0,97 centesimi al litro!). Adesso questa differenza non c’è più, il carburante da loro costa come da noi. Segno che loro non hanno frenato i prezzi (e l’inflazione) come invece ha fatto il nostro Governo.
Piero Uboldi
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