Dopo la lettera del sindaco di Locri a Gesù Cristo, perché faccia qualcosa per i dipendenti comunali sempre in malattia, io voglio rivolgermi ai tanti dipendenti pubblici che lavorano ogni giorno con capacità, impegno, dedizione e pazienza. Sono tanti, ne sono certo, perché molti li ho incontrati in 22 anni che faccio questo mestiere. Ho conosciuto e conosco dipendenti della pubblica amministrazione davvero molto preparati, che non hanno mai smesso di studiare, di aggiornarsi, di informarsi, di avere voglia di capire e di farsi capire, persone dalle quali ho imparato molto, persone infaticabili che lavorano con badile, martello o tagliaerba, come se lo stessero facendo per casa loro. Mi rivolgo proprio a questi, perché penso sia arrivato il momento di farsi sentire e non accettare più in silenzio che tanti italiani continuino a pensare, specialmente in questi tempi in cui “non c'è più trippa per gatti”, che i dipendenti pubblici siano tutti incapaci o fannulloni. Non è così. Ma proprio questi sanno bene quanti e quali colleghi appartengono a quelle due precise categorie e forse è giunto il momento di non far più finta di niente, di smetterla di voltarsi dall'altra parte o allargare le braccia. Chi ha ruoli di responsabilità deve fare scelte difficili ma non più rimandabili e intervenire su chi da troppo tempo sta godendo immeritatamente di posizioni di rendita, privilegi e tutele, che i nostri giovani non avranno mai. E' il momento di fermare la giostra e far scendere chi ci è salito senza meritarlo.
Gabriele Bassani
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