Più vedo le tristi immagini di Milano messa a ferro e fuoco dai black bloc, più mi convinco che quegli squadristi altro non sono che dei traditori, forse pagati in gran segreto dal mondo “global” per distruggere il messaggio “no global”. Prendetela pure per fantapolitica, ma ne sono sempre più convinto. Sì, perché, come ho già scritto tempo fa, i veri no global siamo tutti noi italiani, che ci piaccia o no: i veri no global sono la sciura Maria che fa il pane in casa e compra la verdura al mercato e suo marito che compra il vino buono in campagna. Loro sono i no global, perché tengono vive tradizioni e identità in un mondo “global” che invece vuole appiattire tutto, mettere tutto sotto il controllo delle multinazionali. L’Italia è un Paese pieno di tradizioni per cui noi italiani siamo tutti un po’ no global, ma siamo i no global veri, perché questo è il vero messaggio: bisogna salvare le identità, la cultura, la piccola imprenditoria, l’artigianato, i contadini, in un mondo che li vuole schiacciare e uccidere. E’ un messaggio che fa paura ai “grandi”, certo, e allora cosa c’è di meglio se non incendiare Milano, così che l’opinione pubblica si indigni di fronte a simili vergogne, anziché ascoltare il messaggio che i veri no global vogliono dare? L’operazione è riuscita benissimo, non c’è che dire. E i no global hanno una grossa colpa: se sai (come sapevano tutti) che il tuo corteo diventerà il pretesto per far infiltrare chi distruggerà il tuo messaggio, non organizzarlo, inventati forme di protesta diverse, se no diventi tu stesso uno strumento nelle mani di questi traditori.
Piero Uboldi
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