In un momento di crisi come quello attuale, l’Italia ha bisogno di buoni imprenditori, grandi e piccoli, che sappiano rilanciare l’attività economica. Ma chi è il buon imprenditore? Che caratteristiche deve avere?
Il buon imprenditore deve essere preparato nel suo campo, deve essere intelligente, ma deve avere anche un terzo ingrediente di cui nessuno parla mai: deve essere una persona con un animo sensibile. Il terzo ingrediente è fondamentale, ma purtroppo è molto sottovalutato.
La persona preparata ha alla base un bagaglio di informazioni che servono per arrivare a prendere la decisione giusta. La persona intelligente sa far lavorare il proprio cervello velocemente, in modo da arrivare a prendere tale decisione giusta prima degli altri. Ma, una volta giunti alla decisione, bisogna applicarla, bisogna capire le conseguenze che avrà sui propri dipendenti e sui propri colleghi, perchè sul posto di lavoro ci sono esseri umani, non macchine. E qui l’intelligenza non basta più, qui occorre la sensibilità d’animo. Una sensibilità che va al di là dei numeri, dei calcoli e delle logiche, ma va a toccare l’io che c’è dentro ognuno di noi.
Chi crede che per essere grandi imprenditori si debba essere dei pirati, si sbaglia: il pirata costruisce sulla sabbia, la roccia sono i rapporti umani.
Piero Uboldi
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