L’altro giorno un amico mi ha mostrato un video girato da un pendolare nella nostra zona: si vede un bus di linea arrivare a una fermata intermedia a cui di solito non scende nessuno.
Giù ci sono alcuni coraggiosi controllori pronti a salire. Quando il bus apre le porte, scendono una marea di persone, almeno trenta, rapidamente, e si allontanano.
Lì di solito non scende nessuno o quasi. Evidentemente quelle trenta persone viaggiavano senza biglietto e alla vista dei controllori è stato un fuggi-fuggi, sul bus sono rimasti in pochi, quelli col biglietto.
Il fenomeno dei viaggiatori che non pagano i trasporti pubblici è allarmante, parlando in confidenza con un amico che fa di mestiere l’autista, ci diceva che ormai la situazione è quasi ingovernabile. Sappiamo di controllori che, specie sui treni, in certe situazioni non chiedono di esibire il biglietto perché sono da soli e hanno timore di reazioni violente.
Certo, bus e treni viaggiano lo stesso, perché a coprire il deficit causato (anche) da chi non paga ci pensiamo noi di tasca nostra con le nostre tasse. Pensate che nel 2025, il Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico Locale italiano è stato finanziato per circa 5,35 miliardi di euro. Ciò vuol dire che ogni italiano paga circa 100 euro all’anno. Se però consideriamo che (dati 2022) il 40% dei contribuenti si fa carico di oltre il 90% delle tasse, allora vuol dire 250 euro a contribuente.
Piero Uboldi
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