Sapete qual è il luogo di maggior integrazione sociale tra italiani e stranieri, oltre alle scuole? Il mercato. Sì, spesso le amministrazioni comunali non se ne rendono conto, ma il luogo in cui italiani e stranieri si incontrano, si studiano e imparano a capire le rispettive peculiarità è proprio quella piazza che una volta alla settimana si riempie di bancarelle.
Dovete sapere che il mercato è uno dei luoghi che più esprimono la nostra italianità, ma al tempo stesso è uno dei luoghi più amati anche dagli stranieri che vivono qui: perché si trova di tutto sotto casa, perché spesso (non sempre) i prezzi sono competitivi, perché la qualità tante volte è valida…
Ma un ruolo fondamentale lo hanno i veri protagonisti del mercato, gli ambulanti, che hanno mantenuto quello spirito e quella vivacità dell’Italia degli anni ‘50 e ‘60 che vediamo in tanti film. E la cosa curiosa è che anche gli ambulanti stranieri, che ormai sono sempre di più, cercano a loro volta di imitare quello spirito.
Gli ambulanti non fanno preferenze tra italiani e stranieri, trattano tutti allo stesso modo come è giusto che sia: parlano, scherzano, offrono… e faticano. Insomma, il mercato è uno spaccato dell’Italia più vera e genuina, che dev’essere senza dubbio tutelato e valorizzato. Ma questo non sempre le amministrazioni locali lo capiscono.
Piero Uboldi


