Nella nostra zona, purtroppo, stiamo assistendo a un fenomeno molto preoccupante: la chiusura di numerose edicole. Voi probabilmente penserete che le edicole chiudono poiché tanta gente non acquista più i giornali, a parte i settimanali locali. Ma non è solo per questo.
La maggior parte delle edicole chiudono perché gli edicolanti arrivano all’età della pensione e non trovano nessun giovane che vuole subentrare nell’attività. Perchè succede questo? Forse perché fare l’edicolante è un lavoro pesante? Perchè si guadagna troppo poco? A me viene da dare una risposta diversa: perché è un lavoro che richiede molto impegno e perché bisogna saper sorridere. Richiede impegno perché, è vero, la vendita dei quotidiani è calata di molto, per cui bisogna avere la capacità di rinnovarsi, di abbinare all’edicola altre attività, di esplorare nuovi campi. C’è chi lo ha saputo fare e gli affari gli vanno bene.
Ma c’è anche la questione del sorriso: il bello dell’andare in edicola non è tanto acquistare il giornale, è incontrare l’edicolante. Sì, perché l’edicolante “in gamba” si ricorda il vostro nome, vi sorride e magari getta lì anche una battuta per scambiare due chiacchiere sul calcio, sul freddo dell’inverno o su Trump. Così il cliente non è più un numero, diventa una persona e si affeziona. Ma sorridere oggigiorno sembra diventata una merce davvero rara e così tanti preferiscono aprire un bar pensando (a torto) che quello sia un lavoro più facile.
Piero Uboldi

