Sabato scorso era il mio compleanno, così di sera sono uscito a cena con mia moglie. Siamo andati in un ristorante a Garbagnate. Vicino a noi c’era un tavolo a cui erano seduti due genitori con due bambini, lei di circa 5 – 6 anni, lui attorno ai 9. Io ancor prima di sedermi ho notato che a quel tavolo c’era qualcosa di “strano”: nessuno aveva il telefonino, né in mano né appoggiato sulla tovaglia. Incredibile.
Allora mi sono messo a osservarli: il papà parlava fittamente con il figlio, non so cosa si dicessero, ma per buona parte della sera hanno dialogato.
La mamma parlava con entrambi i bambini, che tra l’altro non alzavano mai la voce, non strillavano, erano sereni. Poi la bambina mi ha stupito: ha preso in mano non il telefonino, ma una grossa bambola, un bambolotto di quelli con cui le bambine giocavano una volta, l’ha accarezzata, le ha parlato e si è messa a giocare con lei. Una cosa che una volta era la normalità, ma oggi ormai non si vede più.
Che serenità. Alla fine sia io che mia moglie siamo usciti dal ristorante un po’ più felici: è bello vedere che ci sono ancora famiglie che non parcheggiano i figli davanti ai telefonini ma dialogano e giocano con loro.
Piero Uboldi
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