Mercoledì si è svolto lo sciopero dei giornalisti Rai contro i tagli imposti dal governo. Non sappiamo quanti italiani abbiano condiviso l’iniziativa dei nostri colleghi, noi sicuramente no. Non la condividiamo perchè conosciamo, purtroppo, gli sprechi della Rai e i privilegi di cui gode una certa categoria di giornalisti in Italia. Con la scusa che “la Rai è un baluardo della democrazia”, non si riesce mai a mettere ordine in un colosso che a volte sembra un pozzo nero. Ci dicono che tagliare i soldi al servizio pubblico è un attentato alla libertà, ma la libertà di chi? Secondo voi la Rai è un servizio pubblico libero? Una volta il Tg1 era della Dc, il Tg2 dei socialisti e il Tg3 del Pci; poi è arrivata la seconda repubblica, sono cambiati i nomi e gli equilibri, il Tg1 in un certo periodo è diventato filo Forza Italia, il Tg2 filo Lega e il Tg3 filo Pd, con qualche variazione sul tema a seconda dei governi. Secondo voi questa è libertà? E’ garanzia di democrazia? Secondo noi questo è essere asserviti alla politica.
Allora ben vengano i tagli, ben venga il risparmio. Anzi, secondo noi, vista la crisi che c’è, due dei tre canali della Rai dovrebbero essere venduti: per garantire la democrazia basterebbe Rai Uno, se fosse davvero indipendente e libera.
Giusto per la cronaca: a causa dei tagli, la Rai non ha potuto mandare in Brasile ai Mondiali centinaia di giornalisti e tecnici per coprire le (poche) partite che ha acquistato. Forse non avremo il giornalista e la telecamera personalizzata alle spalle di Prandelli a cogliere le sue smorfie, ma in fondo… chi se ne frega!
Piero Uboldi
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