La notizia, secondo me, è passata un po’ in secondo piano, però io voglio spiegarvela bene. Noi tutti sappiamo che ci sono colossi mondiali che, grazie a paradisi fiscali e scatole cinesi, guadagnano montagne di soldi e non pagano le tasse. Nel 2021 l’Ocse, per combattere tale vergogna, approvò la “minimum tax” per far pagare almeno il 15% di tasse sugli enormi utili dei grandi gruppi.
E’ giusto, non occorre essere comunisti per capire che tutti dobbiamo contribuire al sostegno dei bilanci statali, soprattutto chi è immensamente ricco. Orbene, quella tassa del 15% è entrata in vigore solo dal 2024, ma i colossi americani non la pagheranno né oggi né mai.
Trump ha imposto un ricatto per difendere i colossi Usa
E’ stato il Presidente Trump, nell’ultimo G7, a imporre con una sorta di ricatto la sua volontà: “O togliete quella tassa ai colossi Usa – ha in sostanza detto – oppure applicheremo la ‘Tassa della Vendetta’ contro di voi”. E gli altri 6 big del mondo, dalla Francia alla Germania, dal Giappone all’Italia, hanno chinato il capo.
Che cosa vuol dire tutto ciò? E’ bene che lo sappiate bene: i colossi mondiali sono quelli che hanno un fatturato annuo di almeno 750 milioni di euro.
Negli Usa sono molti i gruppi che superano quella cifra, tra essi anche nomi che conosciamo bene quali Amazon, Microsoft, Apple, Alphabet (Google). Non sappiamo se i management di questi colossi siano d’accordo con Trump, ma resta il fatto che… noi le tasse in Italia le paghiamo, loro la minimum tax no.
Piero Uboldi
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




