La morte è l’unica vera giustizia per l’umanità, poiché colpisce tutti, poveri e ricchi. Magari il ricco può rimandarla con cure costose, ma non sempre e non di molto.
Nei giorni scorsi però è accaduto qualcosa di allucinante: Putin e Xi Jinping si sono messi a parlare senza sapere che un microfono era rimasto aperto. E hanno parlato di biotecnologie, di trapianti, di immortalità. Putin ha spiegato a Xi che oggi si possono fare continui trapianti di organi per restare giovani e ha detto che la prospettiva è l’immortalità.
Ma la cosa più spaventosa è che Xi non lo ha guardato come uno che dice follie, gli ha risposto tranquillamente come uno che lo sa già, spiegando a Putin che, grazie alla biotecnologia, già in questo secolo si potrà vivere fino a 150 anni (ovviamente se si è molto ricchi e potenti).
Evidentemente cinesi e russi ci stanno già lavorando, ma prendendo gli organi da chi? Li sottraggono a chi ne ha davvero necessità? Forse è per questo che, quando Putin ha incontrato Trump in Alaska, non ha voluto fare i suoi bisogni fisiologici nei water della base americana, li ha fatti in una scatola che poi i russi hanno riportato a casa: non voleva lasciare tracce biologiche che consentissero agli americani di trarre dati sulla sua salute.
Piero Uboldi


