Settimana scorsa, nel corso dell’attesissima sfida di calcio del campionato inglese Liverpool – Manchester United, è successo un episodio da brividi che ci deve insegnare tanto.
Il calciatore Ronaldo, ex juventino e oggi stella del Manchester, non era in campo perché ha voluto restare vicino alla sua compagna che il giorno prima, in un parto gemellare, aveva dato alla luce un bimbo morto. Il Ronaldo uomo ha prevalso sul Ronaldo professionista del pallone, così il campione del Manchester a Liverpool non c’era.
Liverpool – Manchester, l’inno per Ronaldo da brividi
Ma al 7° minuto del primo tempo, in onore del numero 7 che Ronaldo porta sulla maglia, i tifosi di tutto lo stadio avversario e “nemico” si sono alzati in piedi e hanno intonato a gran voce l’inno “You’ll neve walk alone”, che tradotto vuol dire “Non camminerai mai solo”. Inno che hanno dedicato proprio a Ronaldo e che tra l’altro recita: “Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta, tieni la testa bene in alto e non aver paura del buio: alla fine della tempesta c’è un cielo dorato”.
E’ bello scoprire che, nel dolore, un campione fa emergere il suo lato umano, ma è ancor più bello vedere che decine di migliaia di “nemici” sanno capire questa umanità e gli danno coraggio. Bello sarebbe assistere a scene simili anche sui nostri campi di calcio, dove invece sembrano regnare solo gli sfottò, se non addirittura gli insulti e il razzismo.
Piero Uboldi
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