Il leader russo Vladimir Putin mercoledì è venuto a visitare Expo e a cercare di rafforzare i rapporti con l’amata Italia. Gli italiani e i russi, infatti, che vi piaccia o no, hanno molte affinità: siamo due popoli di gente chiassosa e indisciplinata, allegra e a volte rissosa, che ama stare in compagnia e cantare, che ama le tavolate di amici per mangiare e bere, che odia le code e le tasse, siamo due popoli di ritardatari e di donne dal carattere forte. E’ per questo, probabilmente, che i rapporti commerciali tra Italia e Russia stavano crescendo in modo vertiginoso. Poi, però, l’anno scorso sono arrivati gli americani, ovviamente preoccupati della crescita economica russa, e hanno detto che bisognava punire Mosca con le sanzioni economiche perché il popolo della Crimea (russo al 95%) ha voluto con un regolare referendum staccarsi dall’Ucraina. Tra l’altro, si è staccato dopo che una discutibile rivoluzione aveva abbattuto il presidente eletto in modo democratico. Insomma, ad aver violato le regole democratiche erano stati gli altri, ma l’accusa di essere antidemocratici è andata ai crimeani e, di conseguenza, ai russi che hanno accettato di accogliere la Crimea nella loro nazione. E così sono scattate le sanzioni volute dagli americani, e così l’Italia perde ogni anno 3 miliardi di esportazioni, soprattutto nell’alimentare, e perde tanti posti di lavoro di cui oggi abbiamo un gran bisogno.
Piero Uboldi
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