“Se la Russia invade l’Ucraina, c’è da scommettere che la Cina ne approfitterà per attaccare Taiwan. E magari Israele approfitterà della situazione per attaccare le fabbriche di uranio arricchito dell’Iran. Se queste sono le premesse del 2022, mi corre un brivido di paura”.
Scrivevamo esattamente queste parole in prima pagina sul Notiziario del 17 dicembre 2021, andate a controllare, se volete. Poi, mesi dopo, la Russia invase davvero l’Ucraina. Adesso Israele ha bombardato (con gli americani a ruota) le fabbriche di uranio arricchito dell’Iran, esattamente come previsto.
Cosa resta? Che la Cina rompa gli indugi e invada Taiwan. Sembra quasi scritto: la Russia ha fatto la sua (triste) parte in Ucraina, gli Usa con Israele la loro in Iran, e la Cina? L’esercito cinese è diventato negli ultimi anni potentissimo: la Cina ha l’arsenale missilistico più imponente del mondo e ha la Marina militare più numerosa e moderna.
Ma come mai la Cina ha investito tutti questi soldi per superare gli Usa in fatto di armi? Lo ha fatto solo per gioco? Per divertimento? O forse perché ha delle mire ben precise? Il leader cinese Xi non perde occasione per ribadire che Taiwan deve tornare parte integrante della Cina, ma se dovesse davvero scatenare l’invasione, le conseguenze potrebbero essere molto problematiche anche per noi, e non solo dal punto di vista economico.
Speriamo che questa sorta di profezia fatta nel 2021 non si avveri, ma, se dovesse accadere, la domanda che resta da farsi è una sola: e dopo cosa succederà?
Piero Uboldi
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




